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Recensione “Liberty”

RECENSIONE a cura del blog “note di una scrittrice”

I personaggi principali di questo romanzo – nonché i componenti dell’equipaggio- sono essenzialmente quattro:

Michael, proprietario della navicella spaziale, ex trasportatore di merci su navi commerciali;

Sarah, sua socia in affari. Ottimo pilota;

Ellen, miglior meccanico di tutto lo spazio;

Frank, testa calda dalle spiccate capacità con le armi.

La storia è ambientata nel XXII secolo e i pianeti su cui si svolge sono stati creati dagli scienziati della Terra che, secoli prima, li studiarono e perfezionarono a sua immagine e somiglianza creandone addirittura le stesse condizioni atmosferiche, rendendoli abitabili.

Uno dei loro viaggi cambierà i loro progetti quando troveranno la valigetta accennata nella sinossi.

Cosa contiene quella valigetta?

In che cosa consiste l’abominevole piano del  governo?

Riusciranno nel loro intento di sabotarlo?

Chi è l’ingegnere in fuga, e che ruolo avrà nella storia?

Queste sono le domande in cui vi imbatterete durante la lettura di questo libro che cattura molto l’attenzione del lettore.

Il tipo di scrittura è semplice e scorrevole. L’autore scrive in prima persona e sono tutti i personaggi (o quasi) narrare la storia. Il cambio di questi, in brevi tempi, dà la visuale della stessa scena da più inquadrature, molto simile alla struttura di un vero e proprio film, permettendo inoltre di impersonare ognuno di essi. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ho apprezzato moltissimo il poter leggere il racconto attraverso gli occhi di ogni personaggio, questo mi ha permesso di comprenderne a fondo le peculiarità di ognuno di loro che ho trovato, inoltre, molto credibili.

Mi è piaciuta molto l’idea insolita di creare al femminile le figure esperte di meccanica e pilotaggio.

Il libro l’ho trovato molto completo tra i momenti di suspense e le risa che suscita, gli stessi droidi incontrati nei viaggi hanno dei tratti umani e un senso dello humor che rendono il libro ancora più piacevole e simpatico. Risulta forse un po’ più lento nella primissima parte, in cui è inevitabile la descrizione iniziale della storia,  ma successivamente diventa un susseguirsi di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine. In questo romanzo è inevitabile non viaggiare all’interno della Liberty.

CONSIGLI

Ne consiglio la lettura sicuramente agli appassionati di fantascienza, ma anche a chi si avvicina a questo genere per la prima volta, perché l’autore rende molto semplice un argomento complesso e interessante come la fantascienza.

Lo consiglio inoltre a chi non ha l’abitudine di leggere, ma vuole iniziare a farlo, sia per le poche pagine presenti al suo interno che ne facilitano la lettura a chi non è abituato a farlo, sia perché il tipo di scrittura lineare rende il libro accessibile a chiunque.

Fonte originale: https://notediunascrittric.wixsite.com/website/l-angolo-delle-recensioni

Intervista dell’editore per Liberty

Dunque Michele svelaci alcune curiosità sulla trama e spiegaci come è nata questa nuova storia:

Parlare di Liberty non è così semplice come sembra. La storia di Liberty e dei suoi personaggi, è nata da se, nel modo più naturale e improvvisato che si possa immaginare. Nel periodo in cui l’ho scritto, mi sono limitato a sedermi al mio computer, appoggiare le mani alla tastiera, e lasciare che il cuore dettasse le parole. E credimi quando ti dico che non ho affrontato alcuna difficoltà nel farlo perché è vero. L’idea di base era un’astronave con il suo equipaggio, dedito a piccoli furti o trasporti illeciti, e quella di scrivere una storia avventurosa, ma anche divertente, ambientata nel sistema solare. I personaggi non sono degli eroi, come capita in romanzi simili, e non pretendono di esserlo. Loro sono degli emarginati, persone a cui non affideresti nulla perché potrebbero rubartelo per poi rivenderlo al miglior offerente. Ma è proprio questa caratteristica che li rendono in grado di affrontare la sfida che gli è capitata tra le mani per caso, mentre facevano ciò che sapevano fare meglio, ovvero saccheggiare un’astronave alla deriva nello spazio. Per quanto l’avventura di Liberty sia affascinante e coinvolgente, la parte più emozionante è l’interazione tra i vari personaggi. Il loro modo di affrontare le situazioni, le loro battute fuori luogo in riferimento alla situazione che stanno affrontando, il modo con cui affrontano quelle stesse situazioni. Non vorrei sembrare vanitoso, in realtà sono una persona molto modesta, ma Liberty non è una storia che va spiegata, Liberty è una storia che va vissuta, insieme ai personaggi stessi. Questo è Liberty.

Il tuo genere è fantascienza, stai pensando di cimentarti in nuovi generi oppure resti fedele al tuo preferito?

Anni fa ho provato a scrivere un horror, poi però l’ho interrotto perché non mi convinceva, nonostante la storia mi piacesse. Sin da bambino osservavo le stelle chiedendomi quanti mondi ci fossero là fuori, onestamente lo faccio anche adesso. Con la fantascienza, il genere che più mi si addice, posso viaggiare attraverso quei mondi e addirittura esplorarli. È l’unico genere con cui posso uscire dalla vita di tutti i giorni e sentirmi a contattato con l’intero universo per abbracciare quelle stelle che osservavo da bambino. Per farla breve, resterò sempre fedele al genere.

È un piacere averti di nuovo qui con noi, puoi dirci da cosa trai ispirazione per i tuoi romanzi?

Rispondo dicendoti che il piacere di pubblicare nuovamente con voi è soprattutto mio. Nessuno lo sa, ma la prima pubblicazione, Trappist Terzo, ha aspettato più di un anno prima di vedere la luce. Avevo contattato diversi editori e nessuno ha mai risposto, mentre voi lo avete valutato e accettato di pubblicare in poco meno di tre settimane. Ho un occhio di riguardo nei vostri confronti. Ora dovrei rispondere anche alla domanda. Per i miei romanzi mi ispiro al bisogno di evasione. Quel bisogno che tutti percepiscono, ma che in pochi hanno il coraggio di ascoltare. Quel bisogno di rimettersi in gioco, di affrontare nuove sfide, dimostrare al mondo intero che si è in grado di fare qualsiasi cosa, solo perché si ha la necessità di farlo. Ed è quello il tema principale di ogni mio romanzo, ovvero il bisogno di reinventarsi e di lasciar perdere col passato, per poi andare incontro alle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano.

MICHELE SCALINI E IL MONDO FANTASCIENTIFICO DI “TRAPPIST TERZO”

Un uomo poteva dire o fare ciò che voleva, ma una cosa non poteva fare, cioè fuggire dalla propria natura.”

La Terra è invivibile, l’inquinamento ha raggiunto livelli altissimi, tanto che il cielo non è più azzurro, ma giallognolo, e l’aria è orarmai irrespirabile. In questa realtà futura incontriamo il maggiore Smith, un militare pluridecorato, che dopo vent’anni di glorioso servizio viene congedato dall’esercito; il ritorno alla vita normale risulta per lui difficoltosa, fino a quando per puro caso non viene attirato da una pubblicità in tv, che sponsorizza la possibilità di iniziare una nuova vita su un altro pianeta, Trappist Terzo, inviando una semplice candidatura.

La decisione del maggiore di candidarsi è l’input che porterà il lettore nel mondo fantascientifico di “Trappist Terzo” (0111 Edizioni, 2019, pp. 158, euro 15) di Michele Scalini. Una scrittura fluida per una trama avvincente, una lettura tutta d’un fiato che pone l’attenzione su un ipotetico futuro in cui gli esseri umani possono viaggiare nello spazio e nel tempo e fuggire da una realtà oramai contaminata fino all’osso e priva di stimoli. Trappist Terzo è l’ancora di salvezza per tutte quelle persone che sulla Terra non hanno più nulla a trattenerle: gli esperti hanno appurato che il nuovo pianeta è disabitato e perfetto per l’insediamento umano. Sarà proprio lil maggiore Smith a mettere piede per primo sul pianeta e a dare il via libera agli altri coloni, ma non tutto filerà liscio. Trappist Terzo rivelerà la presenza di creature alquanto singolari e pericolose e la nuova vita che Smith e tutti gli altri umani desiderano sarà messa a dura prova.

Senza voler rivelare troppo, “Trappist Terzo” offre una breve e appassionante storia che si rivela a poco a poco creando nel lettore sempre più curiosità; i pensieri del maggiore Smith portano alla luce delle questioni interessanti, in cui tempismo e flessibilità sono elementi che possono fare la differenza nella sottile linea di separazione tra successo e fallimento. Michele Scalini sa coinvolgere nella semplicità, ponendo l’animo umano (e alieno) davanti a tutto.

Intervista dell’editore per Trappist Terzo

Oggi presentiamo il libro di Michele Scalini, “Trappist Terzo” pubblicato dalla 0111 Edizioni il 27 gennaio 2020.

Trama del libroDopo essersi congedato dalla carriera militare con onore, il maggiore Smith si trova ad affrontare il mondo civile, ma senza riuscirci. Per anni tenta di adattarsi a quel nuovo stile di vita, che non gli si addice per niente, cambiando svariati lavori, quando una sera, durante una rissa in un locale, si imbatte nell’annuncio pubblicitario di una compagnia che organizza colonie su altri pianeti abitabili. Spinto dallo spirito di avventura e affascinato dal progetto, decide di aderire all’iniziativa della compagnia. Inizia così il suo viaggio verso quel nuovo mondo, dove vuole costruirsi una nuova vita lontano dalla Terra e, soprattutto, da quelle guerre che avevano segnato la sua vita. Con gli altri coloni costruisce un villaggio, avvia l’agricoltura, contribuisce alla nascita di quell’insediamento umano. Quando tutto procede per il meglio, scopre l’esistenza di insolite e magnifiche creature meccaniche che vivono su quel pianeta. Insieme a quelle creature, trova due civiltà aliene, Tiamatiani e “Creatori”, in guerra tra loro. A seguito dell’attacco alla sua colonia da parte dei “Creatori”, decide di unirsi a Tiamatiani per dichiarare guerra a quella civiltà a cui non piace dividere il pianeta con altri esseri.

Allora Michele parliamo un po’ del tuo libro, spiegaci come è nata l’idea per questa storia e svelaci alcune curiosità legate alla trama

Un paio d’anni fa avevo questa immagine nella mia mente, di un uomo chiuso in una stanza al buio, con una pistola in mano, prossimo a compiere l’atroce gesto di spararsi un colpo in testa. Ma quello che mi mancava era la storia che lo avrebbe condotto a quella drammatica situazione, quindi restai in stallo per svariate settimane, quando una sera, mentre finivo di cenare, sentii al telegiornale che stavano parlando della scoperta di un intero sistema planetario, che ruotava intorno alla stella Trappist. Udendo le parole del giornalista che spiegava i dettagli della scoperta, mi chiesi fra me e me “E se mandassi dei coloni su uno di quei pianeti?”. Quella fu la scintilla che scatenò la storia raccontata nel libro.

Ovviamente non potevo e non volevo limitarmi a raccontare la storia della colonizzazione di un pianeta remoto o di un viaggio attraverso il cosmo. Volevo mantener viva quell’immagine di un uomo arrivato ad un punto cruciale della sua avventura, perché ritenevo quell’’immagine molto forte. Quindi, aggrappandomi all’eterna lotta tra il bene e il male, un classico, inserii quelle due civiltà aliene che abitavano il pianeta scelto per la colonizzazione, una civiltà cattiva e la sua controparte, quella buona che lotta per il proprio diritto alla vita.

Su quel mondo lontano, il protagonista si imbatte in quelle creature meccaniche, simili agli animali che vivevano sulla Terra, costruite per proteggere quel mondo lontano. Questa idea mi affascinava molto, inserirle e scoprirle pian piano, attraverso gli occhi del protagonista della storia, ritengo che sia stato importante per dare al lettore il concetto di quanto sia importante proteggere il nostro bene più prezioso, ovvero la nostra casa errante nel cosmo, il pianeta su cui viviamo.

Hai dovuto lavorare molto per scriverlo, fare ricerche o informarti per questioni più tecniche?

Come dicevo, l’idea del libro nacque dopo aver sentito la notizia della scoperta di quei pianeti, quindi passai diverse serate a leggere i vari articoli sulle riviste scientifiche che ne parlavano. Poi, la parte più laboriosa è stata l’immaginare quel mondo e descriverlo in modo tale che, leggendo quelle righe, si avesse l’immagine mentale di ciò che stavo tentando di descrivere. Sono ben consapevole, che il tema da me trattato, sia stato affrontato spesso nel campo della fantascienza ma, come gli altri, anche io ho voluto dare la mia visione, non a caso ho inserito quelle creature meccaniche che mi hanno fatto lavorare molto di fantasia per descriverne gli atteggiamenti, le corporature e le lotte che svolgono nella storia. Guardai dei documentari sugli animali africani come spunto.

Inoltre, nel libro faccio riferimento anche ad antiche mitologie babilonesi. I Tiamatiani, gli alieni buoni del libro, provenienti dal pianeta Tiamat, quando ne descrivo la storia, faccio appunto riferimento a quelle antiche mitologie. Anni fa lessi diversi libri che trattavano la storia e la mitologia babilonese, ne restai affascinato, per quello l’ho inserito nel libro, ovviamente, per rinfrescarmi la memoria, feci diverse ricerche in rete, onde evitare errori.

Non è stato un caso, affidare al protagonista il ruolo di militare. Secondo me, un militare che difende la propria patria e crede in ciò che un governo rappresenta, è una figura sensibile che percepisce, meglio di chiunque altro, il disagio esistenziale che può nascere in una società complessa, come era, o sarà, il pianeta Terra nel futuro. E questa caratteristica lo aiuta ad intraprendere un lungo viaggio attraverso il cosmo, per tentare di creare un mondo secondo i suoi stessi ideali, tentando di evitare gli errori commessi sul suo pianeta natale, portandolo ad impugnare le armi pur di difendere quegli ideali.

L’idea del titolo com’è nata?

Per concentrare l’attenzione verso il pianeta che avrebbe permesso la vita della colonia. Poiché, il vero protagonista della storia è appunto il nuovo mondo, Trappist Terzo.

Di seguito indichiamo alcuni link d’acquisto utili per reperire il libro, sia in formato cartaceo che ebook, segnalando come sempre il nostro store online La banda del book che offre uno sconto sulla versione cartacea.

Trappist Terzo

  • Editore : 0111edizioni; 1° edizione (31 gennaio 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 158 pagine
  • ISBN-10 : 8893703637
  • ISBN-13 : 978-8893703635
  • Peso articolo : 237 g

Quarta di copertina

Dopo essersi congedato dalla carriera militare con onore, il maggiore Smith si trova ad affrontare il mondo civile, ma senza riuscirci. Per anni tenta di adattarsi a quel nuovo stile di vita, che non gli si addice per niente, cambiando svariati lavori, quando una sera, durante una rissa in un locale, si imbatte nell’annuncio pubblicitario di una compagnia che organizza colonie su altri pianeti abitabili. Spinto dallo spirito di avventura e affascinato dal progetto, decide di aderire all’iniziativa della compagnia. Inizia così il suo viaggio verso quel nuovo mondo, dove vuole costruirsi una nuova vita lontano dalla Terra e, soprattutto, da quelle guerre che avevano segnato la sua vita. Con gli altri coloni costruisce un villaggio, avvia l’agricoltura, contribuisce alla nascita di quell’insediamento umano. Quando tutto procede per il meglio, scopre l’esistenza di insolite e magnifiche creature meccaniche che vivono su quel pianeta. Insieme a quelle creature, trova due civiltà aliene, Tiamatiani e “Creatori”, in guerra tra loro. A seguito dell’attacco alla sua colonia da parte dei “Creatori”, decide di unirsi a Tiamatiani per dichiarare guerra a quella civiltà a cui non piace dividere il pianeta con altri esseri.

Booktrailer

Breve estratto

Pistola puntata alla tempia. Dito pronto sul grilletto. Colpo in canna. Sguardo fisso nel vuoto. Una gelida goccia di sudore che scendeva dalla tempia. Mente sgombra, in attesa di compiere l’atroce gesto di porre fine alle mie sofferenze.

Ero ben consapevole che quella soluzione non era la più idonea per affrontare la situazione che stavo vivendo, ma dopo un’attenta analisi, giunsi alla conclusione che non c’era altra via d’uscita. Come uno scorpione messo in trappola, considera la morte l’unica via di fuga, anche io mi trovavo nella stessa condizione. In quella situazione, ero io lo scorpione.

Avevo già considerato ogni possibile soluzione, ma ognuna di loro aveva una bassa probabilità di successo e un’altissima probabilità di fallimento, ovvero la mia morte o la mia cattura, e non sapevo, quale delle due conclusioni, fosse la peggiore. Non era la prima volta che mi trovavo in una situazione simile, in battaglia potevano capitarti situazioni che non avevi considerato o che ti stavano sfuggendo di mano. Ma una situazione come quella non mi era mai capitata Né la mia esperienza militare né la mia conoscenza strategica potevano aiutarmi.

Mi asciugai la fronte con la mano, mentre con l’altra stringevo quella dannata pistola. Stavo per accostare il dito al grilletto per sferrare il colpo decisivo.

«Fanculo… » dissi sospirando mentre abbassavo la pistola verso il pavimento.

«Trova una soluzione invece di arrenderti… trova una soluzione… non arrenderti… trova una soluzione… dannato bastardo». Mi alzai dalla sedia, che avevo preparato per la mia esecuzione, e mi avvicinai alla finestra barricata. Attraverso una fessura, lanciai un’occhiata verso l’esterno per controllare la situazione. Quelle macchine infernali erano ancora là, così come i loro formidabili inventori. Vedevo bene che non avevano intenzione di abbandonare la posizione, anzi, davano l’impressione che ci godessero a tenermi in trappola nella mia baracca.