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Il nuovo mondo

  • ASIN ‏ : ‎ B09QT39C7S
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
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  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 172 pagine

Quarta di copertina

L’arrivo sulla Terra di tre civiltà aliene in guerra tra loro sul sistema solare Altair, scatena quella venne poi chiamata la guerra delle Arche.

Un lunga guerra distrugge tutto ciò che l’uomo ha costruito durante la sua storia. L’arrivo di una quarta civiltà aliena, proveniente dal sistema solare Tau Ceti, pone fine a quella guerra, permettendo la nascita del nuovo mondo sotto il suo controllo e la sua protezione.

Dopo aver perso tutto durante quella guerra, il maggiore John Smith si ritrova a bordo di un veicolo a viaggiare attraverso quel nuovo mondo che sta nascendo pian piano. Lasciata una delle poche città rimaste, si imbatte in una ragazzina, di nome Jennifer, mentre viene trascinata attraverso la prateria da persone con cattive intenzioni.

Breve estratto

Finito di mangiare quella zuppa, che trovai decisamente migliore rispetto ad altri posti in cui mi ero trovato, lasciai il tavolo per andare a pagare quella ragazza che mi aveva condotto fino al tavolo e che aveva mostrato tutta la sua gentilezza nel servirmi.

Approfittai per fare due parole con lei che rispondeva sorridendo e voltando lo sguardo verso altri clienti per poi lasciarla al suo lavoro e salutarla.

Uscii dalla locanda e mi trovai nuovamente nella strada che le passava davanti.

Mi fermai alcuni istanti ad osservare quella città in continuo movimento e dai colori più variegati offerti dalla gente che si trovava da quelle parti, per poi voltare lo sguardo verso quella piazza dove avevo visto quelle navette al mio arrivo e quella gente ammanettata.

Con mio stupore notai che quelle navette si trovavano ancora a terra, nonostante fosse passato diverso tempo dal mio ingresso in quella locanda, come quelle persone ammanettate e quei soldati armati fino ai denti che le stavano scortando.

Quella situazione mi incuriosì, così decidi di andare a vedere da vicino ciò che stava accadendo da quelle parti.

Attesi alcuni istanti per permettere alle persone che mi stavano passando davanti di lasciarmi un’apertura per poi incamminarmi lungo quella strada dirigendomi proprio verso quel piazzale.

Arrivato nei pressi di quel piazzale, andai a posizionarmi dove non avrei infastidito nessuno, lontano dal flusso di gente che si muoveva intorno a me, per poi voltare lo sguardo verso quelle navette e la gente che si trovava in quella zona.

Come avevo visto da lontano, quelle navette si trovavano ancora a terra con i portelli aperti.

Quella gente ammanettata, che avevo incontrato al mio arrivo, si trovava inginocchiata sul terreno con quei soldati armati che camminavano dietro di loro per controllarli.

Non capivo il motivo per cui tenessero quella gente inginocchiata sul terreno, mentre le navette stavano solo aspettando che venissero caricati a bordo.

Rimasi con lo sguardo rivolto verso quel piazzale, quando un taucetiano con indosso una uniforme nera da ufficiale, fece la sua comparsa dopo esser uscito da uno degli edifici che si trovavano poco distanti da me.

Quell’ufficiale si avvicinò ad uno dei soldati per parlargli mentre indicava la gente inginocchiata sul terreno e le navette pronte al carico dei prigionieri.

Poco dopo, quei soldati fecero sollevare dal terreno quella gente per poi spingerla a bordo di quelle navette, mentre l’ufficiale osservava con le mani incrociate dietro la schiena l’operato dei suoi uomini.

Quella gente venne condotta di forza a bordo di quelle navette, sotto lo sguardo degli spettatori che si erano radunati là intorno ad osservare quanto stava accadendo proprio come me.

Quando quelle operazioni di carico vennero completate, alcuni di quei soldati salirono a bordo, mentre altri si allontanarono di diversi metri per non venire travolti dalle turbolenze che avrebbero provocato i motori delle navette.

I portelli vennero chiusi poco dopo e quelle navette si alzarono in cielo lentamente, per poi partire dirigendosi verso ovest.

«Dove li stanno portando?» chiesi ad un tizio che si trovava vicino a me indicando in cielo con la mano.

«E chi lo sa!» fece lui senza distogliere lo sguardo da quel piazzale «Puniti perché non vivono secondo le regole degli invasori… che assurdità!»

Dette quelle parole, se ne andò via senza aggiungere altro e senza permettermi di dire qualcosa.

Rimasi ad osservarlo sbalordito da ciò che mi aveva detto e, soprattutto, dal termine che aveva usato per riferirsi ai taucetiani, mentre si allontanava con passo barcollante. Era la prima volta che sentivo usare un termine simile, invasori.

Athena

  • ASIN ‏ : ‎ B09NR9NSKK
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (17 dicembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 228 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8786439305
  • Peso articolo ‏ : ‎ 327 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 13.34 x 1.32 x 20.32 cm

Quarta di copertina

Nell’anno duemila ottanta sette l’aumento della popolazione mondiale contribuisce a creare il malcontento in tutto il pianeta. A causa della povertà e della disoccupazione, molti si riversano per le strade per manifestare contro il governo. Per placare gli animi e per dare una possibilità a tutti di vivere, viene creato un mondo virtuale chiamato Atlantis. Al suo interno, gli utenti possono crearsi una seconda vita e guadagnare soldi che possono venire spesi anche nel mondo reale. Sarah, una emarginata che vive di piccoli furti, entra nel mondo di Atlantis per tentare di vivere con quel gioco e, col tempo, diviene un cacciatore di taglie, per poi diventare un sicario al soldo di un criminale che ha espanso il suo dominio anche in quel mondo virtuale. Divenuta un’assassina con centinaia di uccisioni sulle spalle, Sarah si ritrova braccata nel mondo reale da quegli stessi utenti a cui dava la caccia all’interno di Atlantis.

Breve estratto

Quando ero una ragazzina e andavo ancora a scuola, ero solita prendere gli avanzi del pranzo per poi consumarli a cena, poiché non sapevo se avrei trovato qualcosa da mangiare una volta tornata a casa.

Alcuni miei compagni ridevano di me quando mi vedevano farlo, mentre altri, quelli che conoscevano la mia situazione, si preoccupavano di darmi i loro avanzi per aiutarmi.

Naturalmente mi faceva piacere ricevere quel piccolo aiuto da quei pochi compagni di scuola, nonostante non lo avessi chiesto.

Troppo spesso rientravo in quella casa senza trovare nessuno ad aspettarmi e con il frigorifero completamente vuoto.

Anche se avessi trovato mia madre, in quel freddo monolocale, l’avrei trovata con lo sguardo rivolto verso il nulla, in silenzio, e sotto gli effetti della droga che la stava distruggendo. Quindi, non mi dispiaceva trovare quel monolocale vuoto al mio rientro, come non mi preoccupava il fatto che dovevo arrangiarmi meglio che potevo per vivere.

Raggiunti i sedici anni di età e terminato il periodo dell’obbligo all’istruzione, lasciai la scuola per andare a cercare un lavoro che mi garantisse uno stipendio per vivere.

Speranzosa di trovare qualcosa che facesse al caso mio, mi armai di coraggio e andai a chiedere un lavoro ovunque nel quartiere in cui vivevo.

Entrai in ogni negozio o tavola calda che incontravo lungo la mia strada per proporre, ai proprietari di quelle attività, la mia candidatura e disponibilità al lavoro, presentando anche il diploma della scuola.

Purtroppo per me, tutto quel coraggio, con cui mi ero armata per quella ricerca, non servì proprio a nulla.

Ovunque fossi andata trovai la porta sbarrata.

Nessuno era intenzionato ad offrirmi un lavoro.

Quello fu un periodo difficile per me.

Fu talmente difficile che mi fece perdere ogni speranza di avere una vita migliore di quella che avevo vissuto negli ultimi anni.

Cresciuta senza genitori su cui fare affidamento, mi ritrovai in un mondo che diveniva ogni giorno più complesso e invivibile, senza una speranza di riuscire a farcela. Ero disperata e non sapevo proprio come fare.

Un giorno, dopo aver perso tempo nel cercare un dannato lavoro, me ne andai al parco nel tentativo di raccogliere le idee in modo da trovare una soluzione.

Ero completamente immersa in quei pensieri che mi passavano per la testa, quando notai due coetanei che stavano parlando tra loro poco lontani da me.

Incuriosita dal loro comportamento e dal loro colloquiare, voltai lo sguardo verso di loro.

Li osservai con attenzione e notai che uno dei due stava mostrando degli oggetti all’altro che li ammirava con interesse strofinandosi le mani.

Tenni lo sguardo fisso su di loro, prestando attenzione che non si accorgessero di quello che stavo facendo, quando sentii uno dei due dire che quella roba gli avrebbe fruttato parecchi soldi.

Non impiegai molto tempo nel capire che quei due ragazzi avevano rubato quella roba e stavano pensando di venderla da qualche parte, magari ad uno dei tanti rigattieri che si trovavano nel quartiere in cui vivevo.

«Magari… se ci riescono loro» borbottai mentre osservavo quei due «Sempre meglio che niente.»

Distolsi lo sguardo da quei ragazzi per poi abbassarlo verso il terreno sotto ai piedi, mentre riflettevo su quell’idea che mi avevano suggerito quei due ragazzi.

Considerando le scarse possibilità che avevo di trovare un lavoro, decisi che dedicarmi ai furti era l’unica cosa da fare, almeno finché non avessi trovato qualcosa.

Così, abbandonai la panchina su cui sedevo e lasciai quel parco per tornare a casa.

Arrivata a casa, mi fiondai in camera da letto per andare a prendere una giacca dall’armadio.

Appesi quella giacca ad un mobile e mi esercitai per qualche giorno ad infilare le mani nelle sue tasche senza scuoterla. Mi esercitai con molto impegno con quella giacca, senza sosta, e quando raggiunsi il risultato di infilare le mani nelle tasche senza scuoterla, andai in strada per mettere in pratica ciò che avevo imparato in quel periodo.

Quei quindici racconti

  • ASIN ‏ : ‎ B09LGQVP3R
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (11 novembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 101 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8764654287
  • Peso articolo ‏ : ‎ 168 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 12.7 x 0.58 x 20.32 cm

Quarta di copertina

Questi sono racconti che esplorano alcuni comportamenti umani di fronte a certe situazioni insolite che potrebbero capitare a chiunque.

Sono storie legate ad alcuni situazioni professionali, storie di vita che ci pongono di fronte a delle decisioni o a delle situazioni che ci potrebbero turbare.

Ciascuno di questi racconti presenta un finale destabilizzante e inatteso, che potrebbe far riflettere su quanto letto prima.

Il libro contiene il racconto “Città grigia”, ispirato dal romanzo “Dark World”, vincitore di un concorso letterario organizzato dalla casa editrici Idrovolante Edizioni per il genere futuristico fantascientifico.

Liberty Atto Secondo

  • ASIN ‏ : ‎ B09L3394QS
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (8 novembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 176 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8762000499
  • Peso articolo ‏ : ‎ 322 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.02 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Michael Fleming riesce a sfuggire da uno sceriffo durante una rapina in banca, per poi condurre la Liberty su Europa per installare il nuovo motore a curvatura e sbrigare alcune faccende personali. In quel villaggio, Giulia viene arrestata dallo sceriffo e portata in cella. Non volendo abbandonare la sua amica, Michael si dà da fare per liberarla con l’aiuto di Frank. Riuscita l’evasione della donna, la Liberty riprende il suo viaggio e si concede del tempo per divertirsi col nuovo motore a curvatura, quando un messaggio anonimo li invita ad un incontro segreto su Ganimede. Curiosi di scoprire chi si nasconde dietro quel messaggio, si recano sul posto per imbattersi in un evento che sta colpendo i pianeti esterni, sul quale si troveranno ad indagare.

Breve estratto

«Stavo notando» fu Sarah ad interrompere quel silenzio rivolgendosi a Frank «Che non ti vedo mangiare quei biscotti al burro da diversi giorni.»

«Ne sono uscito» rispose Frank pulendosi la bocca con il tovagliolo e scrollando la testa «Non ne faccio uso da almeno dodici giorni… ormai… inizio a vedere la luce in fondo al tunnel» concluse sollevando la mano verso l’alto e indicando la lampada che illuminava la stanza.

«E… come sta andando? Come stai superando la cosa?» chiese Sarah divertita dall’atteggiamento del nostro amico.

«Ammetto che all’inizio non è stato facile… abbandonare quelle delizie… non fu facile» rispose abbassando lo sguardo sulla tavola e concedendosi delle brevi pause «Quando ho deciso di smettere… vedevo quei biscotti ovunque voltassi lo sguardo… li sognavo perfino la notte… soffrivo in quei momenti. Poi, mi dissi che dovevo smettere e di non dare peso a quelle visioni. Non ho dormito per intere notti… ma adesso… sento che ne sto uscendo.»

«Perché? Perché? Perché ti stai riferendo ad una banale dipendenza alimentare… come fosse una tremenda dipendenza dalle droghe? Perché… Frank? Perché?» intervenne Giulia agitando le mani in aria.

«Tu… non puoi capire… donna» rispose Frank guardandola negli occhi. «Erano solo… degli stupidi biscotti… deliziosi, devo ammetterlo… si scioglievano in bocca… ma erano solo degli stupidi… dannati… biscotti… al burro!» esclamò la donna battendo i pugni sul tavolo sotto lo sguardo divertito di Michael che si limitava ad ascoltare senza intervenire.

L’ultima donna

  • ASIN ‏ : ‎ B09GJRRP2P
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (15 settembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 196 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8477749850
  • Peso articolo ‏ : ‎ 354 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.14 x 22.86 cm

Nota dell’autore

Sono Michele Scalini, l’autore di questo libro.

La mia attività principale è quella di tecnico programmatore nell’ambito dell’automazione industriale.

Attività che svolgo da più di venti anni.

Come racconto in questo libro sono spesso in viaggio per lavoro in Italia e all’estero.

Da alcuni anni scrivo libri nel poco tempo libero che ho a disposizione.

Vorrei fare delle precisazioni riguardo alla storia che stai per leggere.

Nei primi sei capitoli racconto quanto mi è accaduto durante lo scoppio della pandemia che ha cambiato il nostro mondo, quando mi trovavo in trasferta nella lontana Nuova Zelanda.

Quindi, quei primi capitoli sono stati tratta da una storia vera, la mia.

Nei capitoli seguenti la storia è del tutto frutto della fantasia.

Ciò che vorrei chiarire fin da subito è che le titubanze che esprimo nei riguardi dei vaccini sono da interpretare solamente come introduzione ai capitoli successivi.

Quarta di copertina

Michele si reca per lavoro in Nuova Zelanda mentre nel suo paese vengono trovati dei casi di un nuovo virus che avanza nel mondo. Trovatosi in quel paese lontano, assiste all’aumento dei contagi nel mondo mentre pensa di trovarsi al sicuro proseguendo nella solita vita. Le cose si complicano quando l’epidemia lo raggiunge e rimane bloccato in quel paese senza la possibilità di tornare a casa. Dopo diverse settimane trascorse ad aspettare che la situazione cambiasse, riesce a tornare nel suo paese, dove trova un mondo completamente diverso da quello che aveva lasciato e a cui non riesce a adattarsi, arrivando a comportarsi come un perfetto estraneo. Con il complicarsi della pandemia, decide di abbandonare la città per recarsi in campagna, dove incontrerà una donna di nome Mary che cambierà per sempre la sua vita.

Breve estratto

Avevo da poco finito di preparare la valigia.

Non sapendo quali condizioni meteorologiche avrei trovato in quel posto, nonostante avessi controllato le previsioni meteo di quel periodo, avevo deciso di mettere abiti adatti alla mezza stagione.

Chiusa la valigia, dopo essermi assicurato per l’ennesima volta che avessi messo tutto l’occorrente per la mia permanenza in un paese straniero, mi misi a sedere sul bordo del letto mentre tenevo in mano il mio telefono.

«Nuova Zelanda… sto arrivando» bisbigliai mentre visionavo il biglietto elettronico del volo.

A differenza delle altre occasioni in cui mi ero recato all’estero per motivi di lavoro, dove furono gli altri a decidere per me, fui io stesso a chiedere che mi venisse affidata quella trasferta.

E lo chiesi direttamente al responsabile dell’azienda, situata nel nord del mio paese, per cui lavoravo da alcuni anni. Quando sentii parlare di Nuova Zelanda, mi entusiasmai all’idea di poter vedere coi miei occhi quel paese di cui non avevo mai sentito parlare, a parte il giorno di Capodanno, poiché era uno dei primi paesi a festeggiare la mezzanotte, e che per me rappresentava un vero mistero.

Alcuni mesi prima di quella partenza mi trovavo in Pennsylvania, uno stato del Nord America.

Stavo ultimando l’installazione di un piccolo impianto presso uno stabilimento situato in una piccola cittadina chiamata Lock Haven.

Alcuni giorni prima di preparare le valigie per tornare a casa, si recò sul posto il responsabile di quell’azienda per verificare quanto fornito al cliente finale e per ultimare alcune attività che spettavano solamente a lui.

Sapendo che avevano questa commessa per la Nuova Zelanda ed ero sempre stato curioso di vedere quella nazione di cui solitamente non si sapeva nulla, mi feci avanti approfittando di un momento in cui la mia persona non era troppo indaffarata.

«Ho saputo che avete un impianto da fare in Nuova Zelanda» introdussi con quelle parole la mia richiesta «Avete già assegnato la commessa a qualcuno?»

«Vuoi andare in Nuova Zelanda?» mi chiese lui sorridendo, mentre cercava di nascondere la sorpresa per quella mia richiesta piuttosto inaspettata.

«Mi piacerebbe… insomma… se fosse possibile chiaramente… anche per dare una mano… andrebbe bene lo stesso» risposi timidamente senza mostrare troppo interesse per quella trasferta. «Dovrei controllare gli impegni. Appena rientro in sede controllo e ti faccio sapere» mi rispose senza neanche sollevare lo sguardo dal monitor del computer che si trovava di fronte a lui.

Ellen Thrace

  • ASIN ‏ : ‎ B09DDWVXPW
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (23 agosto 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 253 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8462968365
  • Peso articolo ‏ : ‎ 449 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.45 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Rimasta orfana, e senza un tetto sulla testa, all’età di sedici anni, Ellen si unisce ad una banda di criminali per non morire di fame. Dopo essersi fatta strada nel mondo della criminalità, le viene offerto un nuovo lavoro che non può rifiutare, uccidere un malvivente che sta disturbando gli affari della sua banda. Ucciso il malvivente, Ellen si trova circondata da alcuni poliziotti che la arrestano per poi portarla alla centrale di polizia. Qui, viene interrogata dall’agente speciale Johnson che, dopo aver esaminato la sua fedina penale, le annuncia di dover finire in una carcere governativo per il resto della sua vita. Considerando la preparazione di Ellen, l’agente le offre una scelta, finire in carcere oppure indossare una divisa e andare a combattere su Marte. Ellen, dopo una nottata trascorsa in cella, decide per la vita militare e andrà su Marte, dove scoprirà un segreto che il mondo intero deve conoscere.

Breve estratto

Non curante di loro, mi incamminai verso la porta d’ingresso mantenendo lo sguardo fisso davanti a me e cercando di lasciar correre quelle loro solite battute sessiste che facevano ogni volta che mi vedevano.

«Bentornata Ellen. Ogni volta che ti vedo arrivare, mi piace pensare che sei qui per me, anche se so molto bene che sei qui solo per vedere il capo» mi disse l’uomo che sorvegliava l’ingresso appena mi vide arrivare.

«Smettila di sedurmi. Ti ho già detto che non sei il mio tipo» gli dissi sorridendo e reggendo il suo gioco come facevo ogni volta «Annuncia il mio arrivo. Non ho voglia di aspettare qui e guardarti sbavare come fai ogni volta.»

«Ti sta aspettando. Vai pure» rispose lui aprendomi la porta.

Sorrisi a quel tizio ed entrai all’interno dell’edificio dirigendomi verso l’ascensore dove trovai un altro uomo, con in mano una mitraglietta automatica, che appena mi vide si fece da parte per permettermi di salire all’interno di quella scatola metallica.

Pigiai il pulsante per recarmi all’ultimo piano e, dopo che le porte si chiusero, iniziò la sua corsa verso l’alto.

Quando le porte si riaprirono, venni inondata dalla luce del sole che stava illuminando l’ufficio di Smith.

Infastidita da quella luce, socchiusi leggermente gli occhi per poi lasciare l’ascensore ed entrare in quel posto.

Il mio capo mi stava aspettando seduto alla sua scrivania, che era piazzata proprio di fronte all’ascensore, sul lato opposto ad esso, mentre alcuni dei suoi uomini se ne stavano a perdere tempo su dei divani che erano stati messi lì per dare un tocco di eleganza a quell’ambiente di malavitosi.

«Ehi Ellen! Che ne dici di passare la notte con un vero uomo» fece uno dei suoi uomini mentre mi spogliava con lo sguardo.

«Proposta interessante. Se ne vedi uno… fammi un fischio» risposi senza neanche voltarmi mentre attraversavo quella stanza dirigendomi verso Smith.

Alle mie parole, tutti gli uomini in quella stanza scoppiarono a ridere, mentre il tizio che aveva fatto quella battuta, rimase in un imbarazzante silenzio mentre mi guardava avanzare verso la scrivania del capo.

«Questo è il ricavato del giorno» dissi dopo aver lasciato la borsa sulla sua scrivania «Cosa vuoi Smith? Perché tanta fretta?»

«Ellen Thrace. La mia gallina dalle uova d’oro» rispose Smith sorridendo mentre allungava le mani sul malloppo «Accomodati… ho un lavoro urgente da affidarti… ti piacerà.»

«Sentiamo. Cosa vuoi che faccia?» chiesi dopo essermi seduta.

Smith non rispose subito alla mia domanda.

Dopo aver preso la borsa che gli avevo lanciato davanti agli occhi, la aprì per controllare le banconote al suo interno.

Quando finì di controllare il tutto, chiamò uno dei suoi uomini al quale diede quella borsa per poi mandarlo via.

«Come dicevo, ho un lavoro per te. Certo… avrei potuto affidarlo ad uno di loro… ma non hanno il tuo tocco… la tua professionalità» fece dopo aver appoggiato la schiena sulla sua poltrona in pelle.

«Vuoi darmi i dettagli oppure tiro ad indovinare?» chiesi per spronarlo a dirmi ciò che aveva da dirmi. «La solita Ellen, sempre diretta al punto… comunque… c’è un tizio… si sta prendendo gioco di me da troppo tempo e lo sta facendo proprio in uno dei miei migliori locali della città. Trovalo, fallo divertire senza esagerare e poi… sul più bello… accompagnalo in disparte e fagli capire che a Smith piace il gioco quando è corto… oppure… quando lo conduce lui stesso» disse mentre incrociava le mani sullo stomaco e si dondolava sulla sua poltrona tenendo lo sguardo su di me.

Cronache dalle terre devastate

  • Editore : Independently published (2 maggio 2021)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 213 pagine
  • ISBN-13 : 979-8747505735
  • Peso articolo : 386 g
  • Dimensioni : 15.24 x 1.22 x 22.86 cm

Quarta di copertina

L’impatto con i detriti di una cometa e una seguente guerra nucleare, distruggono il pianeta rendendolo un posto arido e sabbioso. Tra cambiamenti climatici e violenza causata dai pochi sopravvissuti, un uomo solitario si fa strada attraverso le terre devastate in cerca di un veicolo che possa permettergli di raggiungere la costa, dove crede che la civiltà sia rifiorita come un tempo. Sulla sua strada incontra una città chiamata WreckageTown, dove i sopravvissuti assemblano veicoli ricavando i pezzi da altri relitti. In cambio di un veicolo funzionante, si offre di recuperare dei mezzi rubati da alcuni banditi al signore della sabbia che regna su quelle terre. Unitosi ad uno dei comandanti di WreckageTown raggiunge l’accampamento dei banditi e si prepara per recuperare quanto rubato. Quando scopre che non ha a che fare con dei banditi, ma con comuni persone, tenterà di salvare quella gente dalla follia del signore della sabbia.

Breve estratto

Quando mi soffermo ad osservare il nostro mondo, al modo in cui si trova adesso, e mi imbatto con le conseguenze di quanto fatto nel passato, arrivo alla conclusione che al mondo ci siano due tipi di persone: i soldati e i generali.

I primi sono quelli nati per ricevere ordini e per seguirli alla lettera. Non si pongono nemmeno il problema se ciò che gli viene ordinato sia giusto o meno. Vengono spediti in prima linea, in posti pericolosi, sotto il fuoco nemico e sotto i bombardamenti. Sono quelli che mettono a rischio la propria vita.

Anche i civili appartengono a questa categoria. Si attengono a quanto gli viene detto, o imposto, dai governi, dai loro datori di lavoro, da chiunque si presuma che abbia potere sulle loro vite. Anche loro, come i soldati, non si pongono domande, eseguono quanto gli viene chiesto nel bene o nel male.

I secondi sono quelli che stanno lontani dalla guerra e dalla morte certa. Loro sono quelli che dirigono le operazioni, quelli che prendono decisioni, quelli che danno gli ordini e sono quelli che mandano a morire i primi.

Furono quegli stessi uomini, i generali, dopo essere stati interpellati dai governi di tutte le nazioni, a decidere di scagliare i missili nucleari contro la cometa in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Quel sasso, con un diametro di circa nove chilometri, composto da rocce, metallo e ghiaccio, si stava dirigendo verso il nostro piccolo e indifeso pianeta.

Proveniente dalle profondità del cosmo, aveva attraversato l’intero sistema solare e, dopo essere stato deviato dal campo elettromagnetico di Giove, stava puntando contro di noi con la sua magnifica coda.

E lo stava facendo senza preoccuparsi troppo dei miliardi di esseri umani che ci vivevano sopra. Come accadde per i dinosauri milioni di anni prima, anche gli umani si stavano preparando ad affrontare l’estinzione della propria specie.

Salutato il pianeta Marte, la cometa si diresse verso la Terra acquistando velocità e mostrandosi sempre più minacciosa. Quando la cometa oltrepassò l’orbita lunare, i generali diedero l’ordine di scagliarle contro centinaia di missili nucleari, appositamente modificati per poter volare al di fuori dell’atmosfera terrestre.

L’idea era quella di colpire la cometa per deviare la sua corsa omicida, nonostante qualcuno avesse detto loro che sarebbe stato come sparare con un fucile giocattolo contro un treno in corsa e che sarebbe stato più intelligente costruire dei bunker sotterranei per accogliere il maggior numero di persone possibile.

Quel qualcuno, non venne ascoltato.

I missili, lasciata l’atmosfera terrestre, puntarono contro quel proiettile cosmico. Ne colpirono la superficie e la frantumarono, senza però riuscire a deviare la sua corsa.

Quell’unico proiettile venne fatto a pezzi dalle detonazioni nucleari che lo trasformarono in migliaia di proiettili puntati sopra le nostre teste.

Nel frattempo, in tutte le città del mondo si era scatenato il panico.

La gente andava in strada e distruggeva tutto ciò che incontrava. Altri, spinti dall’istinto di sopravvivenza e dalla paura, tentarono di fuggire da quella confusione per cercare un barlume di salvezza e recarsi sulle alte montagne o nascondersi tra i boschi.

Per tentare di calmare quelle persone, vennero inviati i soldati.

Inviati a contenere quelle manifestazioni di rabbia e di disperazione, e per aiutare i civili in fuga dalle città, i soldati si ritrovarono alle strette e con le spalle al muro. Vennero sopraffatti da quelli che stavano distruggendo tutto ciò che incontravano e che sfogarono su di loro le loro paure, la loro rabbia. Vista la situazione incontrollabile, venne dato l’ordine di aprire il fuoco sui civili.

Fu l’ennesimo fallimento dei generali.

Migliaia di persone morirono solo per aver manifestato la propria paura di fronte alla morte. Poche settimane dopo, i frammenti della cometa entrarono all’interno dell’atmosfera terrestre lasciando dietro di sé delle scie di fumo nell’azzurro dei cieli.

Recensione “Dark World”

Avete presente il mondo cupo e totalitario creato da Orwell nel celebre romanzo 1984? Il grigiore di quella vita controllata ad ogni minimo passo, la certezza di essere osservati da qualcuno e l’impossibilità di vivere secondo il proprio istinto? Ecco, questo è il mondo che troviamo nel romanzo distopico Dark World di Michele Scalini, che mi ha gentilmente inviato una copia del suo libro.

La sensazione di ritrovarmi in 1984 l’ho avvertita sin dalle prime pagine, anche se la storia creata dall’autore è poi in effetti tutta sua, elaborata partendo da immaginarie conseguenze catastrofiche dopo la fine della pandemia in cui ci troviamo ancora coinvolti.

TRAMA

Quando la ricerca del vaccino e del colpevole vedrà contrapposte le più grandi potenze mondiali, ci sarà una gravissima crisi economica e un conflitto mondiale, con distruzioni di massa. La fine del conflitto porterà alla creazione di un governo che elaborerà un piano di rinascita globale e, nel 2057, anno in cui ha inizio la storia di Dark World, Mike Freeman si ritrova a vivere la propria vita seguendo le nuove regole.

Di Freeman però, non ha nulla. Freeman: free man, “uomo libero”, per il quale però la libertà è solo un concetto astratto.

Nel mondo immaginario creato da Michele Scalini, gli uomini vivono in case in cui è installato un controllore elettronico che controlla passo passo la vita di tutti, ad eccezione solo del bagno! All’esterno, droni volanti monitorano la vita dei cittadini e, con la scusa di mantenere  la sicurezza, non è permesso nemmeno calarsi un cappello in testa, perché il volto deve essere ben identificabile. Ogni essere umano ha sin dalla nascita un micro chip all’interno del polso destro, in cui sono inseriti tutti i dati e attraverso cui si aprono i portoni di casa e si fa la spesa. Senza, non si hanno identità e mezzi di sostentamento.

RECENSIONE

Leggendo queste pagine ho avvertito un senso di soffocamento per il mondo da incubo in cui si vivrebbe se tutto ciò fosse vero. L’autore ha creato un mondo da eterno lockdown, in cui non è possibile muoversi dopo un determinato orario fuori dalla propria zona di residenza, con restrizioni alla libertà simili a quelle che viviamo ora, solo che nel romanzo, la questione “sicurezza” è solo una scusa. Lo scorso anno ci ha fatto capire quanto le libertà di cui godiamo siano importanti e quanto a volte le diamo per scontate e leggere questo romanzo rafforza solo di più questa concezione.

Viviamo in un mondo dove l’opinione non è un reato, ma un diritto e non si finisce in carcere se ne viene espressa una controcorrente, non ci sono poliziotti che ricordano le Camicie nere che ti colpiscono con il manganello e ti portano in centrale.

In Dark World l’autore ripete spesso scene di vissuto quotidiano, non senza un obiettivo, a mio avviso. Vuole ricreare la monotonia di una vita vissuta senza luce e colore, una vita meccanica e omologata, in cui tutti fanno le stesse cose, pensano le stesse cose e sono costretti a farlo fino alla fine dei propri giorni.

Sarebbe meglio conservare e apprezzare tutto ciò che secoli, anzi millenni di storia ci hanno fornito: libertà di movimento, di espressione, di opinione. Libertà di studiare e migliorare la propria posizione sociale se si nasce più poveri, libertà di spostarsi in qualsiasi luogo si voglia se il nostro ci sta stretto, libertà di mangiare una bistecca in più se ne abbiamo voglia (sembra assurdo, ma se leggete il libro capirete il perché).

La storia creata da Michele Scalini mi è piaciuta. Dark World è un romanzo che si legge tutto d’un fiato e, se vi piace il genere, è un romanzo che consiglio assolutamente.

Voto: 4/5

Fonte Libri nel cassetto

Scheda libro

Da un altro mondo

  • Editore : Independently published (5 febbraio 2021)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 135 pagine
  • ISBN-13 : 979-8705167685
  • Peso articolo : 263 g
  • Dimensioni : 15.24 x 0.79 x 22.86 cm

Nota di edizione

Di recente è scaduto il contratto di pubblicazione del romanzo “Mikauula” con la casa editrice Genesi Publishing, che ringrazio e saluto. Non volendo proseguire con la suddetta casa, ho deciso di rivedere il manoscritto originale e pubblicare, infine il romanzo, dando vita a “Da un altro mondo”.

Quarta di copertina

Narra la storia di Mikauula. Un alieno che vive sul sistema solare che ruota intorno alla stella Mintaka, appartenente alla cintura di Orione. Mikauula svolge le sue attività presso il tempio della Conoscenza. Il compito è di raccogliere i diari di viaggio degli Osservatori, ma sogna di diventare un Osservatore a sua volta. Sogno che si avvera dopo l’incontro con Abdunoro, un anziano che dovrà valutare le capacità di Mikauula. Passato al grado di Osservatore, inizierà a visitare mondi lontani e a compilare i suoi diari di viaggio. Tornato da una delle tante missioni, accetta l’incarico di visitare il pianeta Terra. Mikauula descriverà il nostro pianeta visto attraverso i suoi occhi. Si mescolerà fra gli umani per osservarli e per studiarli. Raccoglierà tutto il materiale possibile per compilare il suo diario di viaggio da consegnare ai Raccoglitori. Incontri, storie, vite e paesaggi arricchiranno il viaggio di Mikauula. Una scoperta inattesa sconvolgerà la sua avventura: una vibrazione sconosciuta e pericolosa.

Booktrailer

Breve estratto

Prima di introdurre la mia storia, permettetemi di presentarmi. Mi chiamo Mikauula, ma tutti quanti, soprattutto i miei amici più cari, mi chiamano Mika.

Sono nato sul pianeta Primum One, dove vivo tutt’ora. Questo è il primo pianeta abitabile e civilizzato a ruotare intorno alla nostra stella, Mintaka, che si trova in quella che per voi è la cintura della costellazione di Orione, a circa mille duecento trentanove anni luce dalla vostra stella.

La nostra stella, Mintaka, fa parte di un sistema stellare multiplo. Intorno a lei ruotano altre cinque stelle. Il nostro pianeta ruota intorno ad una di esse, precisamente intorno a Delta Orionis A, che a sua volta fa parte di un sistema stellare triplo.

Insieme al nostro pianeta, ce ne sono altri cinque con superficie rocciosa, presenza di acqua e con un’atmosfera che permette la vita. Poi ci sono altri sei pianeti giganti, ma ancora si trovano allo stato gassoso. Uno di loro, il più grande e costituito principalmente di idrogeno, viene considerato una stella mancata, ovvero una stella che non è riuscita a formarsi come tale durante il suo processo di formazione. Per farla breve e per usare termini semplici, è venuta a mancare quella scintilla che le avrebbe permesso di brillare nel cosmo come tutte le altre stelle.

La storia della nostra civiltà si perde nel tempo. Gli anziani ci insegnano che la nostra è una delle civiltà più antiche della nostra galassia. In effetti, i nostri scienziati affermano che la vita sul nostro pianeta si sia sviluppata molti cicli prima che in altri pianeti. Ma, nonostante la nostra conoscenza, quegli stessi scienziati non riescono a dare una spiegazione a come la vita nasca e si sviluppi in un determinato mondo.

La nostra civiltà, oltre ad essere una delle più antiche, può anche vantare il fatto che sia anche riuscita ad evolversi e a progredire senza imbattersi nel rischio di auto distruggersi. Altre civiltà della galassia sono riuscite a progredire fino a raggiungere la singolarità. Ovvero quel momento evolutivo in cui una civiltà raggiunge l’apice del suo progresso e, non riuscendo a mantenere quel livello stabile, va in decadimento fino a distruggersi del tutto.

Altre civiltà, vedendo la nostra stabilità e ammirando il nostro equilibrio evolutivo, decisero di unirsi a noi per non correre il rischio della distruzione. Altre ancora sono sopravvissute alla loro distruzione, ma solo dopo aver vissuto terrificanti guerre sui loro pianeti. Sul mio mondo, attualmente vivono circa dodici miliardi di individui. In passato, quando l’aumento demografico rischiava di mettere a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta, molti di noi si spinsero su altri pianeti del nostro sistema solare e sui loro satelliti. Grazie a quella decisione coraggiosa, la nostra civiltà aumentò a circa quaranta miliardi di individui e il nostro pianeta venne salvato dalla catastrofe.

Questo è il mio mondo

  • ASIN : B08MX2ZCBK
  • Editore : Independently published (8 novembre 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 170 pagine
  • ISBN-13 : 979-8561057366
  • Peso articolo : 313 g
  • Dimensioni : 15.24 x 0.99 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Nel futuro l’umanità si ritrova a vivere in grandi città fortificate, in mano a governi indipendenti che attuano un controllo totale sulla popolazione. Un cittadino sospetta che ci sia qualcosa di sbagliato nel suo mondo quando si imbatte nelle telecamere situate sul muro che circonda la città stessa. Qui scopre che quelle telecamere vengono usate per monitorare tutti i cittadini. Il presunto arresto di un coinquilino lo conduce ad indagare su altri casi simili, fino ad incontrare un uomo che gli svela uno dei più grandi segreti del suo mondo. Michael cercherà di scoprire cosa di vero ci sia in quella storia. Si spingerà fino a svelare un segreto che non andava svelato. Michael scrive la sua storia su di un quaderno mentre si trova nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza, dopo che un giudice lo ha condannato con l’accusa di terrorismo. Cosa avrà scoperto Michael? Perché quel segreto gli è costata la vita? Perché il governo vuole che quel segreto resti tale?

Booktrailer

Breve estratto

«Ricorda ragazzo mio, ognuno paga le conseguenze delle proprie scelte» furono le parole che mi disse quel giorno mio padre guardandomi dritto negli occhi.

«Non ascoltare gli altri. Pensa con la tua testa. Fai sempre in modo che quelle scelte siano tue, solo così sarai libero» aggiunse infine dandomi una pacca sulla spalla.

Quello fu l’ultimo istante in cui vidi mio padre vivo. Pochi minuti dopo venne condotto sul patibolo dove venne impiccato di fronte a me e a mia madre, che pianse per tutto il tempo. Mio padre venne condannato all’impiccagione dopo che gli agenti del governo lo trovarono in possesso di libri considerati illegali. Quei libri che mi leggeva quando ero un bambino, poco prima di addormentarmi, erano la memoria di un tempo passato e purtroppo anche dimenticato. Ma per il governo quei libri dovevano rimanere nell’oblio e li considerava troppo pericolosi. Così, condannò mio padre a morte.

Non compresi pienamente quelle parole che pronunciò mio padre quel giorno, ma lo ascoltai con attenzione senza dire niente per tutto il tempo. Ma in fondo cosa dovevo fare? Ero solo un ragazzino di dodici anni che stava salutando per l’ultima volta suo padre e che lo avrebbe visto morire poco dopo. Come potevo capirle?

E pensare che a distanza di diversi anni, mi sono ritrovato nella sua stessa situazione. A pensarci, mi verrebbe quasi da ridere. Anzi, qualcuno potrebbe anche dire che buon sangue non mente.

Infatti, quel qualcuno pronunciò quelle esatte parole poco dopo aver pronunciato la sentenza, la mia condanna a morte. Quel dannato giudice espresse quelle precise parole guardandomi dritto negli occhi dopo aver battuto il suo martelletto con forza. Il giudice Walker, lo stesso che condannò mio padre a morte e, dopo circa venti anni, condannò il figlio. Condannato a morte per terrorismo. Esatto. Per il governo sono un terrorista.

Esatto, io sono un terrorista. Davvero ironico. Io che ho sempre condotto una vita normale, quasi da cittadino modello. Mi sono diplomato alla scuola pubblica con ottimi voti. In seguito, sono andato a lavorare alla fabbrica di prodotti alimentari. Possedevo anche un monolocale in periferia concessomi dal governo stesso. Ho sempre pagato le tasse e non mi avevano mai dato punti negativi sul mio profilo. Nonostante tutto per loro sono un terrorista, un nemico pubblico della società.

Vorrei farti capire il percorso che mi ha guidato fino a questa situazione, ma per farlo, dovrei prima raccontarti qualcosa del mio mondo, anzi, del nostro mondo. Dovrei raccontarti della mia vita, della morte di mio padre, della perdita di mia madre. E dovrei raccontarti degli eventi che mi hanno condotto qui oggi, in questa fottuta cella di isolamento. Oggi. Non saprei neanche dirti che giorno sia oggi. L’unica cosa che so di certo è che siamo nel duemila cento cinquantasette, ma non so dirti in quale mese. Non so se fuori sia giorno o notte. Se sta piovendo o se sta splendendo il sole, oppure se stanno brillando le stelle in cielo. L’unica cosa che so di certo è che sono chiuso in questa cella di isolamento, senza una finestra e senza alcun contatto col mondo esterno. E sono qui da molto tempo, forse da troppo.