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Recensione “Dark World”

Avete presente il mondo cupo e totalitario creato da Orwell nel celebre romanzo 1984? Il grigiore di quella vita controllata ad ogni minimo passo, la certezza di essere osservati da qualcuno e l’impossibilità di vivere secondo il proprio istinto? Ecco, questo è il mondo che troviamo nel romanzo distopico Dark World di Michele Scalini, che mi ha gentilmente inviato una copia del suo libro.

La sensazione di ritrovarmi in 1984 l’ho avvertita sin dalle prime pagine, anche se la storia creata dall’autore è poi in effetti tutta sua, elaborata partendo da immaginarie conseguenze catastrofiche dopo la fine della pandemia in cui ci troviamo ancora coinvolti.

TRAMA

Quando la ricerca del vaccino e del colpevole vedrà contrapposte le più grandi potenze mondiali, ci sarà una gravissima crisi economica e un conflitto mondiale, con distruzioni di massa. La fine del conflitto porterà alla creazione di un governo che elaborerà un piano di rinascita globale e, nel 2057, anno in cui ha inizio la storia di Dark World, Mike Freeman si ritrova a vivere la propria vita seguendo le nuove regole.

Di Freeman però, non ha nulla. Freeman: free man, “uomo libero”, per il quale però la libertà è solo un concetto astratto.

Nel mondo immaginario creato da Michele Scalini, gli uomini vivono in case in cui è installato un controllore elettronico che controlla passo passo la vita di tutti, ad eccezione solo del bagno! All’esterno, droni volanti monitorano la vita dei cittadini e, con la scusa di mantenere  la sicurezza, non è permesso nemmeno calarsi un cappello in testa, perché il volto deve essere ben identificabile. Ogni essere umano ha sin dalla nascita un micro chip all’interno del polso destro, in cui sono inseriti tutti i dati e attraverso cui si aprono i portoni di casa e si fa la spesa. Senza, non si hanno identità e mezzi di sostentamento.

RECENSIONE

Leggendo queste pagine ho avvertito un senso di soffocamento per il mondo da incubo in cui si vivrebbe se tutto ciò fosse vero. L’autore ha creato un mondo da eterno lockdown, in cui non è possibile muoversi dopo un determinato orario fuori dalla propria zona di residenza, con restrizioni alla libertà simili a quelle che viviamo ora, solo che nel romanzo, la questione “sicurezza” è solo una scusa. Lo scorso anno ci ha fatto capire quanto le libertà di cui godiamo siano importanti e quanto a volte le diamo per scontate e leggere questo romanzo rafforza solo di più questa concezione.

Viviamo in un mondo dove l’opinione non è un reato, ma un diritto e non si finisce in carcere se ne viene espressa una controcorrente, non ci sono poliziotti che ricordano le Camicie nere che ti colpiscono con il manganello e ti portano in centrale.

In Dark World l’autore ripete spesso scene di vissuto quotidiano, non senza un obiettivo, a mio avviso. Vuole ricreare la monotonia di una vita vissuta senza luce e colore, una vita meccanica e omologata, in cui tutti fanno le stesse cose, pensano le stesse cose e sono costretti a farlo fino alla fine dei propri giorni.

Sarebbe meglio conservare e apprezzare tutto ciò che secoli, anzi millenni di storia ci hanno fornito: libertà di movimento, di espressione, di opinione. Libertà di studiare e migliorare la propria posizione sociale se si nasce più poveri, libertà di spostarsi in qualsiasi luogo si voglia se il nostro ci sta stretto, libertà di mangiare una bistecca in più se ne abbiamo voglia (sembra assurdo, ma se leggete il libro capirete il perché).

La storia creata da Michele Scalini mi è piaciuta. Dark World è un romanzo che si legge tutto d’un fiato e, se vi piace il genere, è un romanzo che consiglio assolutamente.

Voto: 4/5

Fonte Libri nel cassetto

Scheda libro

Recensione “Liberty”

RECENSIONE a cura del blog “note di una scrittrice”

I personaggi principali di questo romanzo – nonché i componenti dell’equipaggio- sono essenzialmente quattro:

Michael, proprietario della navicella spaziale, ex trasportatore di merci su navi commerciali;

Sarah, sua socia in affari. Ottimo pilota;

Ellen, miglior meccanico di tutto lo spazio;

Frank, testa calda dalle spiccate capacità con le armi.

La storia è ambientata nel XXII secolo e i pianeti su cui si svolge sono stati creati dagli scienziati della Terra che, secoli prima, li studiarono e perfezionarono a sua immagine e somiglianza creandone addirittura le stesse condizioni atmosferiche, rendendoli abitabili.

Uno dei loro viaggi cambierà i loro progetti quando troveranno la valigetta accennata nella sinossi.

Cosa contiene quella valigetta?

In che cosa consiste l’abominevole piano del  governo?

Riusciranno nel loro intento di sabotarlo?

Chi è l’ingegnere in fuga, e che ruolo avrà nella storia?

Queste sono le domande in cui vi imbatterete durante la lettura di questo libro che cattura molto l’attenzione del lettore.

Il tipo di scrittura è semplice e scorrevole. L’autore scrive in prima persona e sono tutti i personaggi (o quasi) narrare la storia. Il cambio di questi, in brevi tempi, dà la visuale della stessa scena da più inquadrature, molto simile alla struttura di un vero e proprio film, permettendo inoltre di impersonare ognuno di essi. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ho apprezzato moltissimo il poter leggere il racconto attraverso gli occhi di ogni personaggio, questo mi ha permesso di comprenderne a fondo le peculiarità di ognuno di loro che ho trovato, inoltre, molto credibili.

Mi è piaciuta molto l’idea insolita di creare al femminile le figure esperte di meccanica e pilotaggio.

Il libro l’ho trovato molto completo tra i momenti di suspense e le risa che suscita, gli stessi droidi incontrati nei viaggi hanno dei tratti umani e un senso dello humor che rendono il libro ancora più piacevole e simpatico. Risulta forse un po’ più lento nella primissima parte, in cui è inevitabile la descrizione iniziale della storia,  ma successivamente diventa un susseguirsi di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine. In questo romanzo è inevitabile non viaggiare all’interno della Liberty.

CONSIGLI

Ne consiglio la lettura sicuramente agli appassionati di fantascienza, ma anche a chi si avvicina a questo genere per la prima volta, perché l’autore rende molto semplice un argomento complesso e interessante come la fantascienza.

Lo consiglio inoltre a chi non ha l’abitudine di leggere, ma vuole iniziare a farlo, sia per le poche pagine presenti al suo interno che ne facilitano la lettura a chi non è abituato a farlo, sia perché il tipo di scrittura lineare rende il libro accessibile a chiunque.

Fonte originale: https://notediunascrittric.wixsite.com/website/l-angolo-delle-recensioni

Intervista dell’editore per Liberty

Dunque Michele svelaci alcune curiosità sulla trama e spiegaci come è nata questa nuova storia:

Parlare di Liberty non è così semplice come sembra. La storia di Liberty e dei suoi personaggi, è nata da se, nel modo più naturale e improvvisato che si possa immaginare. Nel periodo in cui l’ho scritto, mi sono limitato a sedermi al mio computer, appoggiare le mani alla tastiera, e lasciare che il cuore dettasse le parole. E credimi quando ti dico che non ho affrontato alcuna difficoltà nel farlo perché è vero. L’idea di base era un’astronave con il suo equipaggio, dedito a piccoli furti o trasporti illeciti, e quella di scrivere una storia avventurosa, ma anche divertente, ambientata nel sistema solare. I personaggi non sono degli eroi, come capita in romanzi simili, e non pretendono di esserlo. Loro sono degli emarginati, persone a cui non affideresti nulla perché potrebbero rubartelo per poi rivenderlo al miglior offerente. Ma è proprio questa caratteristica che li rendono in grado di affrontare la sfida che gli è capitata tra le mani per caso, mentre facevano ciò che sapevano fare meglio, ovvero saccheggiare un’astronave alla deriva nello spazio. Per quanto l’avventura di Liberty sia affascinante e coinvolgente, la parte più emozionante è l’interazione tra i vari personaggi. Il loro modo di affrontare le situazioni, le loro battute fuori luogo in riferimento alla situazione che stanno affrontando, il modo con cui affrontano quelle stesse situazioni. Non vorrei sembrare vanitoso, in realtà sono una persona molto modesta, ma Liberty non è una storia che va spiegata, Liberty è una storia che va vissuta, insieme ai personaggi stessi. Questo è Liberty.

Il tuo genere è fantascienza, stai pensando di cimentarti in nuovi generi oppure resti fedele al tuo preferito?

Anni fa ho provato a scrivere un horror, poi però l’ho interrotto perché non mi convinceva, nonostante la storia mi piacesse. Sin da bambino osservavo le stelle chiedendomi quanti mondi ci fossero là fuori, onestamente lo faccio anche adesso. Con la fantascienza, il genere che più mi si addice, posso viaggiare attraverso quei mondi e addirittura esplorarli. È l’unico genere con cui posso uscire dalla vita di tutti i giorni e sentirmi a contattato con l’intero universo per abbracciare quelle stelle che osservavo da bambino. Per farla breve, resterò sempre fedele al genere.

È un piacere averti di nuovo qui con noi, puoi dirci da cosa trai ispirazione per i tuoi romanzi?

Rispondo dicendoti che il piacere di pubblicare nuovamente con voi è soprattutto mio. Nessuno lo sa, ma la prima pubblicazione, Trappist Terzo, ha aspettato più di un anno prima di vedere la luce. Avevo contattato diversi editori e nessuno ha mai risposto, mentre voi lo avete valutato e accettato di pubblicare in poco meno di tre settimane. Ho un occhio di riguardo nei vostri confronti. Ora dovrei rispondere anche alla domanda. Per i miei romanzi mi ispiro al bisogno di evasione. Quel bisogno che tutti percepiscono, ma che in pochi hanno il coraggio di ascoltare. Quel bisogno di rimettersi in gioco, di affrontare nuove sfide, dimostrare al mondo intero che si è in grado di fare qualsiasi cosa, solo perché si ha la necessità di farlo. Ed è quello il tema principale di ogni mio romanzo, ovvero il bisogno di reinventarsi e di lasciar perdere col passato, per poi andare incontro alle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano.

“Da un altro mondo” di Michele Scalini

“Dalla sua storia compresi che il fattore dominante dell’umanità fosse la guerra e la mancanza di accettazione del diverso, anche se avevano tentato, nelle varie ere storiche, di cambiare le cose, il loro tipo di società, non ottennero altro che peggiorare la situazione”

Da un altro mondo è un racconto molto particolare.

Non si tratta semplicemente di un romanzo di fantascienza, anche se rientra a pieno titolo nel genere. Infatti, le pagine di questo agile libro, che si legge tutto d’un fiato, offrono molti spunti su cui riflettere, proponendo una amplificazione o forse un altro modo di intendere la famosa frase dell’Amleto di Shakespeare “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”.

Mikauula è un Raccoglitore del tempio della Conoscenza sul pianeta Primum One, che gravita attorno a Mintaka, ossia una delle tre stelle che formano la costellazione che noi conosciamo con il nome di Cintura d’Orione. Su questo pianeta prospera una delle civiltà più antiche della galassia (la frutta è l’unico cibo consumato, e questo la dice lunga sull’attitudine pacifica dei suoi abitanti), l’unica ad essere progredita senza incorrere nel rischio di estinzione, forse perché a determinare la sua longevità è la ricerca del benessere sia per il singolo che per la società intera. Non esistono leggi, poiché ogni individuo sa distinguere il Bene dal Male, non ci sono governi, non sono necessarie religioni e l’unico principio sacro a cui tutti tendono è proprio il rispetto per la vita.

In breve, potremmo pensare a Primum One come a una sintesi di tutte le Utopie terrestri, un modus vivendi che è stato agognato da tanti, ma che non è mai stato possibile realizzare sulla Terra, proprio perché il rispetto per la vita, nel significato più ampio del termine, alle volte non sembra proprio appartenere al genere umano.

Su questo pianeta ogni individuo è destinato ad una particolare attività che per Mika, come viene chiamato dagli amici, è quella di raccogliere, leggere e catalogare i diari degli Osservatori, che hanno il compito di andare in missione su altri mondi, allo scopo di “osservare”, senza interferire, il grado di evoluzione delle forme di vita presenti.

Il ruolo di Raccoglitore a Mika sta un po’ stretto, anche lui – come capita a noi umani –  ha un grande desiderio ossia diventare egli stesso un Osservatore e viaggiare nello spazio, grazie all’energia del pensiero, per visitare i luoghi di cui ha tanto letto, un sogno che, grazie al suo attento e preciso lavoro, diventa presto realtà.

Dopo alcune esperienze in mondi definiti di “classe inferiore”, dove cioè l’evoluzione è ancora agli stadi iniziali, Mikauula viene inviato sul pianeta Terra, dove approda utilizzando il Ciondolo degli Osservatori che, emettendo un campo psichico, altera la percezione della realtà negli abitanti del pianeta e che gli permette di mescolarsi tra di loro senza venire scoperto.

Arrivato, comunque, sul pianeta Terra, Mika si trova a vivere in mezzo ai “sapiens” e per farlo è costretto a trovarsi, oltre che un alloggio, anche un lavoro, perché una cosa gli è subito chiara circa la società degli umani: tutto ruota attorno ai soldi. Ma sulla Terra, Mika avrà modo di sperimentare e di capire molto della razza che popola la Terra, soprattutto grazie a due incontri: uno con un personaggio che non si aspettava di incontrare e che lo informerà circa le intenzioni di una razza aliena per soggiogare gli uomini e l’altro con un esemplare della razza umana che è a lui molto affine.

I sapiens erano prigionieri di una gabbia senza sbarre, una cella costruita per le loro menti che non gli consentiva di vedere oltre.

Commento personale

Le esperienze di Mikaaula sono descritte in modo molto divertente, e il lettore è costretto ad ammettere l’assurdità di certe nostre pratiche (la burocrazia) e l’uso e l’abuso della tecnologia.

Mikauula non critica, ma semplicemente ci aiuta ad osservare con altri occhi la nostra società e la nostra cultura, dove persino gli insegnamenti delle grandi figure religiose e di molti filosofi non sono riusciti a raddrizzare il nostro sentire per quanto riguarda il principio fondamentale che è la Vita.

Grazie al resoconto di Mika fatto in prima persona, il lettore terrestre si trova molto spesso a chiedersi infatti a quanto strana sia la razza a cui apparteniamo, visto che in primis sulla nostra società hanno influito aspetti economici, politici, religiosi che hanno portato guerre e carestie, senza troppo considerare la nostra fragilità e vulnerabilità.

Per certi versi Mika ha molti tratti umani, non è infatti totalmente indifferente ai sentimenti e alla capacità di alcuni di noi di comprendere ed accettare l’altro e molto spesso proprio come un umano alle volte si comporta.

È con grandi aspettative dunque che si arriva al finale, un finale che però, personalmente, avrei preferito diverso con un maggiore sviluppo di alcune trame secondarie. Questo però non toglie nulla al racconto che invoglia a soffermarsi con il pensiero su alcuni aspetti importanti della vita e a “osservare” con occhi diversi la costellazione della Cintura di Orione!

Recensioni Destiny, Avventure ai margini della galassia

Recensito in Italia il 20 luglio 2015

La storia è bella, affascinante e ad un certo punto, cambia quasi radicalmente sorprendendo piacevolmente il lettore.
Il libro è scritto con un linguaggio semplice che rende la lettura veramente scorrevole. In oltre l’autore riesce sempre a tenere il lettore attaccato alla storia perché in realtà ci si innamora dei personaggi, sapientemente descritti nell’intimità dei loro caratteri: l’autore evidenzia, attraverso la narrazione, i pregi ed i difetti dei personaggi, così come debolezze e paure. La storia viene descritta non solo dal punto di vista del protagonista ma anche da quello degli altri personaggi.
Le situazioni ed i luoghi sono descritti in maniera così realistica che sembra quasi di poterli vedere all’interno della propria mente.
Questo libro per me è stato come un bel viaggio, durante il quale mi sembra di aver conosciuto veramente i personaggi coinvolti nella storia; un viaggio appassionante ed avventuroso.
E’ uno di quei libri, rari per la verità, che quando arrivi alla fine, senti una sensazione di vuoto perché sai che sentirai la mancanza dei personaggi e delle loro vite.

Recensito in Italia il 21 ottobre 2015

una storia affascinante,avvincente e pieno di pathos ,che permette al lettore di figurarsi spettatore delle varie missioni del Capitano Connor, Jenna suo braccio destro ed infine del suo equipaggio fino ad arrivare all’ultima miracolosa missione per salvare i vari pianeti dal governo dell’Alleanza. Romanzo scorrevole e ricco di azione

Recensito in Italia il 4 aprile 2016

Il libro mi è piaciuto anche se non particolarmente profondo mi sono divertito in alcuni passaggi e l’ho letto volentieri. Peccato per la trama troppo simile ad un conosciuto film. La storia sostanzialmente ricalca quella di un film con alcune variazioni sul tema e piccole avventure di contorno ma avendo visto la pellicola citata mi è mancato del tutto il fattore sorpresa. Peccato perchè per il resto non è male.

Trappist Terzo letto da netmassimo.com

Il romanzo “Trappist Terzo” di Michele Scalini è stato pubblicato per la prima volta nel 2020 da “0111 Edizioni”.

Il maggiore Smith si è congedato dall’esercito da eroe, ricevendo un’altra medaglia al merito, ma non non si sente un eroe. Cerca di adattarsi alla nuova vita da civile ma non fa realmente per lui. Per caso nota un annuncio riguardante la ricerca di personale da inviare su un pianeta abitabile per installarvi una colonia e decide di provarci.

Il curriculum di Smith gli permette di essere facilmente approvato come capo della sicurezza della colonia che verrà stabilita sul pianeta Trappist Terzo. Si tratta di un viaggio della durata di decenni, da trascorrere in ibernazione. I problemi sorgono all’arrivo, quando la situazione sul pianeta risulta diversa da quella prevista, con esseri senzienti che già lo abitano.

“Trappist Terzo” è un romanzo di fantascienza dal taglio decisamente classico, nel senso che Michele Scalini ha scritto un romanzo che per gli standard odierni è corto e ha una trama lineare, senza tanti fronzoli. Viene quasi completamente raccontato dal protagonista in prima persona con un inizio in medias res, con Smith sul pianeta da colonizzare mentre è impegnato in una battaglia con un’altra specie che non vuole dividerlo con gli umani. Il secondo capitolo torna indietro nel tempo, al momento del congedo di Smith per raccontare, stavolta in ordine cronologico, come è finito coinvolto nel programma di colonizzazione di Trappist Terzo.

La parte iniziale del romanzo è quella che si potrebbe definire più convenzionale. Smith non è molto introspettivo perciò si limita a manifestare la sua insoddisfazione per la sua vita e l’interesse che prova quando vede l’annuncio pubblicitario per la ricerca di persone da inviare su Trappist Terzo. Quel periodo è ambientato in un futuro che non è molto lontano perciò la situazione sulla Terra non è molto diversa da quella attuale. La grande differenza è nei viaggi nello spazio, compresi quelli interstellari. Michele Scalini non fornisce dettagli su di essi, solo il minimo indispensabile come i decenni trascorsi in ibernazione dai futuri coloni.

La storia decolla davvero con l’arrivo dei coloni su Trappist Terzo, dove scoprono una situazione ben diversa da quella prevista. Il pianeta doveva essere abitabile ma privo di abitanti senzienti, invece i guai cominciano poco dopo l’avvio della colonia. La complessità della situazione dà forza alla trama espandendola oltre i cliché delle storie di colonizzazione di altri pianeti.

Con una narrazione che rimane scorrevole, il ritmo viene mantenuto elevato coinvolgendo il lettore nella storia del protagonista. Gli altri personaggi fanno un po’ da contorno, un problema tipico di storie raccontate in prima persona, tanto più se il narratore non è esattamente estroverso. Onestamente, in questo caso i personaggi sembrano sacrificati per dare spazio ai pensieri del protagonista e soprattutto all’elemento avventuroso.

Non si può dire che la trama di “Trappist Terzo” sia particolarmente originale, ma Michele Scalini riesce comunque a tirare fuori qualche colpo di scena nella seconda parte. Per questo motivo, secondo me ha successo come fantascienza avventurosa e ne consiglio la lettura a chi apprezza questo tipo di storia.

MICHELE SCALINI E IL MONDO FANTASCIENTIFICO DI “TRAPPIST TERZO”

Un uomo poteva dire o fare ciò che voleva, ma una cosa non poteva fare, cioè fuggire dalla propria natura.”

La Terra è invivibile, l’inquinamento ha raggiunto livelli altissimi, tanto che il cielo non è più azzurro, ma giallognolo, e l’aria è orarmai irrespirabile. In questa realtà futura incontriamo il maggiore Smith, un militare pluridecorato, che dopo vent’anni di glorioso servizio viene congedato dall’esercito; il ritorno alla vita normale risulta per lui difficoltosa, fino a quando per puro caso non viene attirato da una pubblicità in tv, che sponsorizza la possibilità di iniziare una nuova vita su un altro pianeta, Trappist Terzo, inviando una semplice candidatura.

La decisione del maggiore di candidarsi è l’input che porterà il lettore nel mondo fantascientifico di “Trappist Terzo” (0111 Edizioni, 2019, pp. 158, euro 15) di Michele Scalini. Una scrittura fluida per una trama avvincente, una lettura tutta d’un fiato che pone l’attenzione su un ipotetico futuro in cui gli esseri umani possono viaggiare nello spazio e nel tempo e fuggire da una realtà oramai contaminata fino all’osso e priva di stimoli. Trappist Terzo è l’ancora di salvezza per tutte quelle persone che sulla Terra non hanno più nulla a trattenerle: gli esperti hanno appurato che il nuovo pianeta è disabitato e perfetto per l’insediamento umano. Sarà proprio lil maggiore Smith a mettere piede per primo sul pianeta e a dare il via libera agli altri coloni, ma non tutto filerà liscio. Trappist Terzo rivelerà la presenza di creature alquanto singolari e pericolose e la nuova vita che Smith e tutti gli altri umani desiderano sarà messa a dura prova.

Senza voler rivelare troppo, “Trappist Terzo” offre una breve e appassionante storia che si rivela a poco a poco creando nel lettore sempre più curiosità; i pensieri del maggiore Smith portano alla luce delle questioni interessanti, in cui tempismo e flessibilità sono elementi che possono fare la differenza nella sottile linea di separazione tra successo e fallimento. Michele Scalini sa coinvolgere nella semplicità, ponendo l’animo umano (e alieno) davanti a tutto.

Intervista dell’editore per Trappist Terzo

Oggi presentiamo il libro di Michele Scalini, “Trappist Terzo” pubblicato dalla 0111 Edizioni il 27 gennaio 2020.

Trama del libroDopo essersi congedato dalla carriera militare con onore, il maggiore Smith si trova ad affrontare il mondo civile, ma senza riuscirci. Per anni tenta di adattarsi a quel nuovo stile di vita, che non gli si addice per niente, cambiando svariati lavori, quando una sera, durante una rissa in un locale, si imbatte nell’annuncio pubblicitario di una compagnia che organizza colonie su altri pianeti abitabili. Spinto dallo spirito di avventura e affascinato dal progetto, decide di aderire all’iniziativa della compagnia. Inizia così il suo viaggio verso quel nuovo mondo, dove vuole costruirsi una nuova vita lontano dalla Terra e, soprattutto, da quelle guerre che avevano segnato la sua vita. Con gli altri coloni costruisce un villaggio, avvia l’agricoltura, contribuisce alla nascita di quell’insediamento umano. Quando tutto procede per il meglio, scopre l’esistenza di insolite e magnifiche creature meccaniche che vivono su quel pianeta. Insieme a quelle creature, trova due civiltà aliene, Tiamatiani e “Creatori”, in guerra tra loro. A seguito dell’attacco alla sua colonia da parte dei “Creatori”, decide di unirsi a Tiamatiani per dichiarare guerra a quella civiltà a cui non piace dividere il pianeta con altri esseri.

Allora Michele parliamo un po’ del tuo libro, spiegaci come è nata l’idea per questa storia e svelaci alcune curiosità legate alla trama

Un paio d’anni fa avevo questa immagine nella mia mente, di un uomo chiuso in una stanza al buio, con una pistola in mano, prossimo a compiere l’atroce gesto di spararsi un colpo in testa. Ma quello che mi mancava era la storia che lo avrebbe condotto a quella drammatica situazione, quindi restai in stallo per svariate settimane, quando una sera, mentre finivo di cenare, sentii al telegiornale che stavano parlando della scoperta di un intero sistema planetario, che ruotava intorno alla stella Trappist. Udendo le parole del giornalista che spiegava i dettagli della scoperta, mi chiesi fra me e me “E se mandassi dei coloni su uno di quei pianeti?”. Quella fu la scintilla che scatenò la storia raccontata nel libro.

Ovviamente non potevo e non volevo limitarmi a raccontare la storia della colonizzazione di un pianeta remoto o di un viaggio attraverso il cosmo. Volevo mantener viva quell’immagine di un uomo arrivato ad un punto cruciale della sua avventura, perché ritenevo quell’’immagine molto forte. Quindi, aggrappandomi all’eterna lotta tra il bene e il male, un classico, inserii quelle due civiltà aliene che abitavano il pianeta scelto per la colonizzazione, una civiltà cattiva e la sua controparte, quella buona che lotta per il proprio diritto alla vita.

Su quel mondo lontano, il protagonista si imbatte in quelle creature meccaniche, simili agli animali che vivevano sulla Terra, costruite per proteggere quel mondo lontano. Questa idea mi affascinava molto, inserirle e scoprirle pian piano, attraverso gli occhi del protagonista della storia, ritengo che sia stato importante per dare al lettore il concetto di quanto sia importante proteggere il nostro bene più prezioso, ovvero la nostra casa errante nel cosmo, il pianeta su cui viviamo.

Hai dovuto lavorare molto per scriverlo, fare ricerche o informarti per questioni più tecniche?

Come dicevo, l’idea del libro nacque dopo aver sentito la notizia della scoperta di quei pianeti, quindi passai diverse serate a leggere i vari articoli sulle riviste scientifiche che ne parlavano. Poi, la parte più laboriosa è stata l’immaginare quel mondo e descriverlo in modo tale che, leggendo quelle righe, si avesse l’immagine mentale di ciò che stavo tentando di descrivere. Sono ben consapevole, che il tema da me trattato, sia stato affrontato spesso nel campo della fantascienza ma, come gli altri, anche io ho voluto dare la mia visione, non a caso ho inserito quelle creature meccaniche che mi hanno fatto lavorare molto di fantasia per descriverne gli atteggiamenti, le corporature e le lotte che svolgono nella storia. Guardai dei documentari sugli animali africani come spunto.

Inoltre, nel libro faccio riferimento anche ad antiche mitologie babilonesi. I Tiamatiani, gli alieni buoni del libro, provenienti dal pianeta Tiamat, quando ne descrivo la storia, faccio appunto riferimento a quelle antiche mitologie. Anni fa lessi diversi libri che trattavano la storia e la mitologia babilonese, ne restai affascinato, per quello l’ho inserito nel libro, ovviamente, per rinfrescarmi la memoria, feci diverse ricerche in rete, onde evitare errori.

Non è stato un caso, affidare al protagonista il ruolo di militare. Secondo me, un militare che difende la propria patria e crede in ciò che un governo rappresenta, è una figura sensibile che percepisce, meglio di chiunque altro, il disagio esistenziale che può nascere in una società complessa, come era, o sarà, il pianeta Terra nel futuro. E questa caratteristica lo aiuta ad intraprendere un lungo viaggio attraverso il cosmo, per tentare di creare un mondo secondo i suoi stessi ideali, tentando di evitare gli errori commessi sul suo pianeta natale, portandolo ad impugnare le armi pur di difendere quegli ideali.

L’idea del titolo com’è nata?

Per concentrare l’attenzione verso il pianeta che avrebbe permesso la vita della colonia. Poiché, il vero protagonista della storia è appunto il nuovo mondo, Trappist Terzo.

Di seguito indichiamo alcuni link d’acquisto utili per reperire il libro, sia in formato cartaceo che ebook, segnalando come sempre il nostro store online La banda del book che offre uno sconto sulla versione cartacea.

Metodi per promuovere il proprio libro

come si può notare dal contenuto del blog, personalmente ho scritto e pubblicato quattro libri, in formato ebook e cartaceo. Nonostante non avessi mai scritto niente, eccezion fatta per alcuni post sui social network, l’esperienza è stata piuttosto divertente e istruttiva. Ma non basta aver scritto e pubblicato un libro, si deve seguire delle regole per far si che il libro venga conosciuto. Vediamo di seguito le regole per pubblicizzare la propria opera su internet.

1. Crea una copertina accattivante. Fatto!!! Si sa che la prima cosa che colpisce di un libro è la copertina. La scelta della copertina è molto importante. Per i miei libri ho passato ore nel cercare un’immagine in rete che rappresentasse il contenuto del libro e che si avvicinasse alla mia idea di copertina per quel testo. Essendo un autore esordiente, non potevo di certo assumere un grafico per farla. Comunque, ho pubblicato sui social network le copertine e sono piaciute molto ai miei amici virtuali, soprattutto a quelli amanti del pulsante “mi piace”.

2. Informa gli amici e punta sul passaparola. Pubblicato un libro, la prima cosa da fare è contattare gli amici o le persone che ti conoscono. Fatto!!! Ho informato più gente possibile, in rete e anche fuori, il risultato è stato notevole. Molti hanno a malapena risposto al richiamo. Altri mi hanno fatto i complimenti e promesso che avrebbero letto i libri per curiosità, dopo tale annuncio sono letteralmente spariti, gli amici, altri sono spariti immediatamente, spendere 3 euri per un ebook è una spesa insostenibile. Ho ovviamente informato dei conoscenti di persona. La prima risposta ottenuta è stata “Cosa? Leggere un libro??”; mi sono scusato immediatamente, visto che per qualcuno leggere un libro è una sorta di offesa alla propria ignoranza. La risposta più imbarazzante ottenuta è stata “Non ho tempo per leggere”, detta da una persona che a malapena parla italiano e passa il tempo a giocherellare con inutili giochini caricati sul proprio smartphone tutto il tempo. Un paio di persone hanno letto i libri, con mio piacere. Li hanno apprezzati, di conseguenza ho chiesto loro di fare passaparola con i loro amici. La mia richiesta li ha mandati in crisi e li ha fatti cadere in un vortice di imbarazzo, mi sono scusato dicendo che non era mia intenzione forzare un argomento nuovo nei loro dialoghi con altri umani.

3. Apri un blog per promuovere i libri. Fatto!!! Addirittura ne ho aperti due. Risultato ottenuto? Diverse visite, e per questo vi ringrazio, ma nessuna interazione. Molti hanno visitato il blog, ma nessuno ha aggiunto commenti. Visto la situazione avrei anche gradito commenti negativi o insulti. Sempre meglio dell’indifferenza più completa. Ammetto che sono in troppi a non leggere, però mi aspettavo che qualcuno almeno fosse curioso del contenuto. Mi sbagliavo anche qui, purtroppo come insegnano i film horror, la curiosità uccide e qualcuno sembra aver preso sul serio questo tipo di messaggio.

4. Usa i social network. Fatto!!! Come vuole la situazione ho aperto una pagina dedicata alle pubblicazione su uno dei maggiori social network in circolazione. Alcuni hanno messo il classico “mi piace”, altri si sono sbilanciati nel condividere i contenuti, ma come per il blog non ho ottenuto commenti. Eppure quando sulla mia bacheca scrivo “Vaffanculo” ottengo interazioni di diverso genere!! Vai a capire la gente. Forse anche qui vale la stessa regola del blog? Tramite un sito web che pubblicizza opere di autori esordienti, le mie pubblicazioni sono state inserite in gruppi su di un secondo social network. Il proprietario del gruppo mi ha contattato dicendo che dovevo essere pronto per qualsiasi richiesta da parte degli interessati. Ho ottenuto molti “mi piace”, niente di più. Uno degli utenti si è sbilanciato chiedendo se fosse possibile avere un assaggio del libro. Sarebbe bastato entrare nella pagina pubblicata e trovarlo, ma mi sono armato di coraggio ed ho commentato inserendo il link per leggere il primo capitolo. L’utente ha apprezzato molto il mio gesto, non si è fatto più sentire!!! Poi si resta nel dubbio. Insomma sono stato troppo disponibile oppure era meglio mandarla subito a quel paese?

5. Iscriviti a gruppi dei social network. Fatto!!! Mi sono iscritto a circa una ventina di gruppi dedicati ai libri e agli scrittori esordienti. Il problema di quei gruppi è, sostanzialmente, che sono frequentati solamente da scrittori, non ci sono lettori o almeno non ne ho notati.

6. Prepara un booktrailer. Fatto!!! Mi sono procurato un software per creare video, ho cercato delle colonne sonore senza copyright, ho fatto i video, li ho pubblicati in rete. Ho avuto molte visualizzazioni dei video, ma niente di più.

In rete e nelle librerie si trovano molti libri che ti danno consigli sul marketing online. Nonostante si fanno pagare più di 8 euro, e c’è gente che li acquista, sono consigli piuttosto scontati e facilmente reperibili ovunque gratuitamente. Comunque non serve un genio per pubblicizzare un’opera in rete, basta fantasia e tempo libero. Quello che ho imparato da questa esperienza è che se segui le regole, ottieni l’esatto contrario di ciò che ti aspetti. Di conseguenza sto valutando altri metodi che potrebbero risultare più efficace, soprattutto per mettersi in evidenza e attrarre potenziali lettori. Ammetto che possono sembrare insoliti, ma da uno studio fatto nelle ultime settimane, penso che potrebbero risultare efficaci.

1. Buttarsi da un palazzo. Salire in cima ad un palazzo e urlare al mondo che sei intenzionato a porre fine alle tue sofferenze potrebbe attirare l’attenzione, ma non è detto che questa ricada sulle tue opere. C’è anche il fatto che devi sperare in qualcuno che ti incoraggi a terminare il gesto, o non potresti godere dei risultati delle possibili vendite se la tua intenzione è quella di andare fino in fondo.

2. Fare una rapina con ostaggi. Sembra una soluzione drastica, ma non lo è affatto. Durante la rapina interverrà un negoziatore e tanti giornalisti. Come riscatto si può chiedere l’acquisto dei propri libri, ammesso e concesso che qualcuno ti prenda sul serio.

3. Fingere la propria morte. Si sa che una volta morti tutti ti amano. Tutti esprimono belle parole in seguito alla morte di qualsiasi persona e, di conseguenza, sarebbero ben disposte ad acquistare i libri. Ma fingere la propria morte non è affatto semplice, poi dovresti farti una nuova identità, e le spese del finto funerale? E se qualcuno ti scopre? Questo punto andrebbe studiato meglio.

4. Sfruttare una tragedia familiare.Tramite i media veniamo spesso a conoscenza di tragedie familiari, non sto ovviamente a elencarle tutte, e di come i familiari abbiano ottenuto fama nel tentativo di chiedere giustizia. Ma questa è una soluzione troppo drammatica, sfruttare una cosa simile per ottenere attenzioni mi sembra eccessivo, comunque vi invito a tenerla come riserva, non si sa mai cosa ti può capitare nella vita.

Morale della favola, mi aspettavo ovviamente di vendere pochi libri, però speravo di attirare l’attenzione della gente, di stimolare la loro curiosità, che come abbiamo visto sopra può uccidere. Ho solo ottenuto la conferma che in italia si legge poco e quei pochi che leggono, preferiscono andare sul sicuro, affidandosi a scrittori noti e affermati, piuttosto che avventurarsi nel libro di un perfetto sconosciuto. Comunque, se avete un sogno nel cassetto e ci credete, dateci dentro. Impegnatevi per realizzarlo e fregatevene del resto. In fin dei conti, posso dire che ho scritto e pubblicato quattro libri nella mia vita e voi, cosa potete dire?