Cronache dalle terre devastate

Quarta di copertina

L’impatto con i detriti di una cometa e una seguente guerra nucleare, distruggono il pianeta rendendolo un posto arido e sabbioso. Tra cambiamenti climatici e violenza causata dai pochi sopravvissuti, un uomo solitario si fa strada attraverso le terre devastate in cerca di un veicolo che possa permettergli di raggiungere la costa, dove crede che la civiltà sia rifiorita come un tempo. Sulla sua strada incontra una città chiamata WreckageTown, dove i sopravvissuti assemblano veicoli ricavando i pezzi da altri relitti. In cambio di un veicolo funzionante, si offre di recuperare dei mezzi rubati da alcuni banditi al signore della sabbia che regna su quelle terre. Unitosi ad uno dei comandanti di WreckageTown raggiunge l’accampamento dei banditi e si prepara per recuperare quanto rubato. Quando scopre che non ha a che fare con dei banditi, ma con comuni persone, tenterà di salvare quella gente dalla follia del signore della sabbia.

Formato ebook
ASIN: ‎ B093Z375TV
Lingua: ‎ Italiano
Dimensioni file: ‎ 2452 KB
Da testo a voce: ‎ Abilitato
Screen Reader: ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici: ‎ Abilitato
Word Wise: ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa: ‎ 215 pagine


Formato cartaceo
ASIN: ‎ B0942JJ9WW
Editore: ‎ Independently published (2 maggio 2021)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina flessibile: ‎ 213 pagine
ISBN-13: ‎ 979-8747505735
Peso articolo: ‎ 386 g
Dimensioni: ‎ 15.24 x 1.22 x 22.86

Breve estratto

Quando mi soffermo ad osservare il nostro mondo, al modo in cui si trova adesso, e mi imbatto con le conseguenze di quanto fatto nel passato, arrivo alla conclusione che al mondo ci siano due tipi di persone: i soldati e i generali.

I primi sono quelli nati per ricevere ordini e per seguirli alla lettera. Non si pongono nemmeno il problema se ciò che gli viene ordinato sia giusto o meno. Vengono spediti in prima linea, in posti pericolosi, sotto il fuoco nemico e sotto i bombardamenti. Sono quelli che mettono a rischio la propria vita.

Anche i civili appartengono a questa categoria. Si attengono a quanto gli viene detto, o imposto, dai governi, dai loro datori di lavoro, da chiunque si presuma che abbia potere sulle loro vite. Anche loro, come i soldati, non si pongono domande, eseguono quanto gli viene chiesto nel bene o nel male.

I secondi sono quelli che stanno lontani dalla guerra e dalla morte certa. Loro sono quelli che dirigono le operazioni, quelli che prendono decisioni, quelli che danno gli ordini e sono quelli che mandano a morire i primi.

Furono quegli stessi uomini, i generali, dopo essere stati interpellati dai governi di tutte le nazioni, a decidere di scagliare i missili nucleari contro la cometa in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Quel sasso, con un diametro di circa nove chilometri, composto da rocce, metallo e ghiaccio, si stava dirigendo verso il nostro piccolo e indifeso pianeta.

Proveniente dalle profondità del cosmo, aveva attraversato l’intero sistema solare e, dopo essere stato deviato dal campo elettromagnetico di Giove, stava puntando contro di noi con la sua magnifica coda.

E lo stava facendo senza preoccuparsi troppo dei miliardi di esseri umani che ci vivevano sopra. Come accadde per i dinosauri milioni di anni prima, anche gli umani si stavano preparando ad affrontare l’estinzione della propria specie.

Salutato il pianeta Marte, la cometa si diresse verso la Terra acquistando velocità e mostrandosi sempre più minacciosa. Quando la cometa oltrepassò l’orbita lunare, i generali diedero l’ordine di scagliarle contro centinaia di missili nucleari, appositamente modificati per poter volare al di fuori dell’atmosfera terrestre.

L’idea era quella di colpire la cometa per deviare la sua corsa omicida, nonostante qualcuno avesse detto loro che sarebbe stato come sparare con un fucile giocattolo contro un treno in corsa e che sarebbe stato più intelligente costruire dei bunker sotterranei per accogliere il maggior numero di persone possibile.

Quel qualcuno, non venne ascoltato.

I missili, lasciata l’atmosfera terrestre, puntarono contro quel proiettile cosmico. Ne colpirono la superficie e la frantumarono, senza però riuscire a deviare la sua corsa.

Quell’unico proiettile venne fatto a pezzi dalle detonazioni nucleari che lo trasformarono in migliaia di proiettili puntati sopra le nostre teste.

Nel frattempo, in tutte le città del mondo si era scatenato il panico.

La gente andava in strada e distruggeva tutto ciò che incontrava. Altri, spinti dall’istinto di sopravvivenza e dalla paura, tentarono di fuggire da quella confusione per cercare un barlume di salvezza e recarsi sulle alte montagne o nascondersi tra i boschi.

Per tentare di calmare quelle persone, vennero inviati i soldati.

Inviati a contenere quelle manifestazioni di rabbia e di disperazione, e per aiutare i civili in fuga dalle città, i soldati si ritrovarono alle strette e con le spalle al muro. Vennero sopraffatti da quelli che stavano distruggendo tutto ciò che incontravano e che sfogarono su di loro le loro paure, la loro rabbia. Vista la situazione incontrollabile, venne dato l’ordine di aprire il fuoco sui civili.

Fu l’ennesimo fallimento dei generali.

Migliaia di persone morirono solo per aver manifestato la propria paura di fronte alla morte. Poche settimane dopo, i frammenti della cometa entrarono all’interno dell’atmosfera terrestre lasciando dietro di sé delle scie di fumo nell’azzurro dei cieli.

Estratto su Writer Officina: https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=1582