Io sono Joe

Quarta di copertina:

Dopo una tremenda guerra contro un popolo alieno, gli umani ne escono sconfitti e si ritrova a vivere in basi sotterranee. Joe, cresciuto in una di quelle basi, si ritrova solo ed inizia il suo viaggio attraverso quei territori selvaggi, invasi dagli alieni, in cerca di altre basi della resistenza, per unirsi a loro e combattere i reptilyans. Durante il viaggio incontra due membri della resistenza, con i quali attaccano un avamposto alieno nel tentativo di liberare alcuni prigionieri umani. Si mettono in viaggio per tornare alla base dei due, insieme ad un terzo uomo trovato in quell’avamposto, un prigioniero di guerra catturato dai reptilyans e appartenente all’esercito degli Stati Uniti d’America. Durante il viaggio verso la base della resistenza, incontrano un maestro reptilyans. Il quale stava cercando Joe da anni, dicendo che il ragazzo fosse il figlio di un cavaliere reptilyans, destinato a combattere l’imperatore alieno e distruggerlo. Tramite il maestro, Joe e i suoi amici vengono informati sulla reale situazione della guerra. L’impero reptilyans ha conquistato gran parte della galassia e la guerra non è limitata solo al pianeta Terra, ma sta impegnando tutta la galassia.

Formato ebook
ASIN ‏ : ‎ B00UHEVPSU
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 1761 KB
Utilizzo simultaneo di dispositivi ‏ : ‎ illimitato
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 184 pagine
Numeri di pagina fonte ISBN ‏ : ‎ 1508801207

Formato cartaceo
Editore ‏ : ‎ CreateSpace Independent Publishing Platform (10 marzo 2015)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 182 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 1508801207
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-1508801207
Peso articolo ‏ : ‎ 186 g
Dimensioni ‏ : ‎ 12.85 x 1.04 x 19.84

Breve estratto

I condotti d’areazione di questa astronave sono davvero stretti, più di quello che ho considerato prima di imbarcarmi in questa missione. Devo camminare rannicchiato trascinando la borsa con l’esplosivo dietro di me e cercando di fare il minor rumore possibile. Sto percorrendo quei condotti ormai da circa un’ora, mi resta difficile orientarmi, i reptilyans non hanno messo delle segnaletiche all’interno per indicare la via, solo alcune targhe per indicare il settore dell’astronave in cui ci si trova e che appaiono raramente. Ed io che sono lì dentro perché devo raggiungere la sala motori; oltretutto i condotti sono scarsamente illuminati, riesce ad entrare un po’ di luce solo attraverso delle grate che danno su corridoi o cabine. Comunque, tanto per non perdere la concentrazione, il mio piano è quello di raggiungere la sala motori, trovare il nucleo di energia che alimenta l’intera astronave, piazzare delle cariche esplosive, avviare il timer e scappare verso i gusci di salvataggio prima che quell’orrenda macchina da guerra esploda.

Dovrei dire che salire a bordo è stata la parte più semplice di tutto il piano. Approfittando del buio, la notte precedente, mi sono addentrato in una base aliena a terra, da dove decollano le navicelle da carico, quelle che fanno i loro viaggi tra la superficie e l’astronave stessa. Mi ero nascosto all’interno di una cassa tutto il tempo. Raggiunta la stiva dell’astronave, ero uscito dalla cassa ed ero entrato nei condotti d’areazione, prima, però, avevo chiesto indicazioni ad un reptilyans che avevo incontrato lungo il cammino. Quel poveraccio mi aveva dato le indicazioni per trovare la sala motori, fu veramente gentile con me, peccato che si trovò col collo spezzato e chiuso poi in un’altra cassa, di certo non potevo lasciarlo andare in giro per l’astronave a dire che un infiltrato umano si aggirava al suo interno, e, comunque, un reptilyans in meno non avrebbe turbato nessuno, da un certo punto di vista. Finalmente con un pizzico di fortuna ho raggiunto la sala motori. È una sala immensa, piena di apparecchiature e tubazioni, diverse console per il controllo di tutta l’astronave e il pavimento lucido di colore scuro. Sei reptilyans controllano i monitor delle console. Li sto osservando da una grata del condotto d’areazione all’altezza del pavimento. Cerco di individuare la posizione del nucleo, ma dal mio punto di osservazione non si riesce a vederlo. Devo aspettare il momento giusto per entrare nella sala, senza che i reptilyans si accorgano di me. Ne approfitto per controllare la grata, vedo che è a incastro su tre lati, mentre la parte superiore è fissata ad una cerniera per permetterne l’apertura. Per guadagnare tempo, decido di mettermi a lavorare sugli incastri, con molta calma per non far rumore. Nel frattempo i reptilyans procedono nel loro lavoro, totalmente ignari della mia presenza. Sono lontani da me e, una volta aperta la grata, sarei potuto entrare e nascondermi dietro ad una colonna che stava a pochi metri da me.

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