L’uomo che visse nello spazio

Quarta di copertina

Durante una normale giornata di lavoro, Michael assiste a degli eventi che non riesce spiegare. Il giorno seguente, torna nei luoghi in cui aveva assistito a quegli eventi, sperando che si verifichino di nuovo. Dopo vari tentativi, si ritrova in un luogo sconosciuto e per niente familiare. Intimorito, ma curioso di andare fino in fondo a quella faccenda, si avventura all’interno di quel luogo. L’incontro con insolite creature aliene, lo aiuta a capire che si trova a bordo di un’astronave, che vaga nel cosmo, in un punto imprecisato della galassia. Dopo attimi di paura e incomprensione, conosce le creature che vivono a bordo dell’astronave e si unisce a loro, intraprendendo insieme un viaggio attraverso la galassia, per trovare la via di casa. Durante il viaggio, visiterà mondi alieni, conoscerà nuove creature, affronterà varie difficoltà e dovrà confrontarsi con se stesso. Si troverà a decidere tra il bisogno di tornare a casa, sulla Terra, oppure restare a bordo di quell’astronave e iniziare una nuova vita.

Formato ebook
ASIN ‏ : ‎ B08FYRHQHG
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 2539 KB
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 298 pagine

Formato cartaceo
ASIN ‏ : ‎ B08FPB3619
Editore ‏ : ‎ Independently published (15 agosto 2020)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 296 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8675527410
Peso articolo ‏ : ‎ 513 g
Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.7 x 22.86

Breve estratto

In certe occasioni, ci fermiamo a pensare agli eventi che ci hanno condotto ad un determinato momento della nostra vita. E mentre ripensiamo alle nostre scelte, alle persone incontrate, che ci potrebbero aver influenzato, magari non volontariamente, ci chiediamo come sarebbe andata se non avessimo preso certe decisioni o se non avessimo ascoltato quelle persone. Nonostante tutto, nel mio caso, non avevo ascoltato nessuno, né tanto meno avevo preso alcuna decisione o, almeno, non lo avevo fatto all’inizio. Tutto avvenne, diciamo, per caso, senza che qualcuno o qualcosa mi avesse chiesto proposto una scelta. Tutto ciò che accadde in una ordinaria giornata di lavoro e quelli che accaddero nei giorni a seguire, furono dovuti al caso, anche se, in parte, fui io stesso, con la mia innata curiosità, a cercare di capire cosa stesse accadendo.

Ricordo che era un mercoledì mattina. Mi svegliai presto, come ero solito fare. Finita la colazione, uscii di casa e presi la macchina per andare a lavorare, come facevo sempre, da anni. Dal cielo mattutino, pensai subito che quella sarebbe stata una splendida giornata di giugno. Splendida giornata, riferita alle condizioni meteo, non a tutto il resto, naturalmente. Come ogni mattina arrivai in ufficio circa venti minuti prima dell’orario di inizio delle attività. Era mia abitudine arrivare così presto, a discapito di altri colleghi che arrivavano sempre puntuali al centesimo di secondo. Ovviamente non lo facevo per aggraziarmi i miei superiori, come molti avrebbero pensato, ma lo facevo per evitare il traffico mattutino, e per concedermi una tazza di caffè, prima di immergermi nel lavoro.

Finito il mio consueto rituale mattutino, che comprendeva un caffè, accompagnato da una sigaretta, fumata all’aperto, poco distante dal parcheggio dei dipendenti, entrai nuovamente nell’edificio e mi incamminai salutando altri colleghi, verso la mia postazione di lavoro. Raggiunta la mia scrivania, accesi il computer, sistemai le mie cose e mi accomodai sulla mia poltrona. Trovavo quella poltrona comoda solamente per la presenza dei braccioli, il sedile e lo schienale non era molto imbottiti, il che andava bene, ma dopo qualche ora che mi trovavo seduto lì, sentivo il bisogno di alzarmi e muovermi. A volte, nelle mie riflessioni, mi chiedevo se fosse quello, il reale motivo. Sistematomi sulla poltrona e computer avviato, appoggiai la mano destra al mouse e mossi il puntatore per aprire il programma della posta elettronica aziendale. Nel frattempo, avviai anche il programma per la posta personale. Avevo preso da pochi anni l’abitudine di controllare la mia posta personale durante il lavoro. Nonostante ricevessi solamente posta promozionale contenenti prodotti che mai avrei accettato di acquistare, lo facevo per guadagnare più tempo per il dopo lavoro, così da averne di più per dedicarmi ai miei hobby. Dopo anni di duro lavoro, avevo imparato che il tempo libero non era mai abbastanza e che sentivo il bisogno di ritagliarne sempre il più possibile per goderne a pieno.

Estratto su Writer Officina: https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=427