John J. Kaczynski

Quarta di copertina

Evaso da un carcere di massima sicurezza, John si ritrova nuovamente in fuga dai merker. Dopo essersi imbarcato come clandestino su di un volo commerciale, giunge sul pianeta Kepler-Prime-B dove entra in contatto con un falsario che gli procura dei documenti falsi, per andarsene senza avere problemi coi controlli di sicurezza della federazione. Durante la visita però, viene a sapere che il suo capo Silverman ha messo una taglia sulla sua testa e che tutti i fuorilegge del sistema gli avrebbero dato la caccia. Deciso di tornare sul suo pianeta natale per vendicarsi per quella taglia, viene catturato da un gruppo di merker che lo portano a bordo della loro astronave, per condurlo in un carcere di massima sicurezza sul sistema di Olker. A bordo della nave una donna di nome Sarah lo aiuta a liberarsi dei merker e ad impossessarsi della nave. Sicuro di poter raggiungere la sua destinazione, è costretto ad un atterraggio d’emergenza sulla superficie di un pianeta disabitato dove cercherà un modo per tornare sulla sua strada.

Formato ebook
ASIN ‏ : ‎ B08LTQMZBY
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 3187 KB
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 186 pagine

Formato cartaceo
ASIN ‏ : ‎ B08LQCVCG5
Editore ‏ : ‎ Independently published (25 ottobre 2020)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 184 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8553308674
Peso articolo ‏ : ‎ 336 g
Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.07 x 22.86

Breve estratto

Venni trovato quando avevo pochi giorni di vita in un cassonetto della spazzatura, con il cordone ombelicale che ancora spenzolava dal mio stomaco. Chiunque avesse avuto l’idea di lasciarmi lì, si era anche preoccupato di attorcigliarlo attorno al mio piccolo collo. Mia madre biologica, donna previdente, aveva subito pensato di liberarsi di me appena mi diede alla luce. Non l’ho mai conosciuta, ma considerando ciò che ero diventato, non potevo di certo biasimarla.

Per mia sfortuna, non fui uno dei tanti bambini che venivano trovati da monaci o famiglie in grado di allevare un figlio come si deve. Nel mio caso, furono dei criminali spaziali a trovarmi in quel cassonetto mentre andavano ad ammazzare qualcuno per soldi. Vennero attirati dai miei lamenti e dai miei gemiti. In fondo a quei tempi non sapevo ancora fare altro. Uno di quegli uomini aprì quel cassonetto e mi trovò nascosto tra la spazzatura. Vedendomi, piccolo ed indifeso, gli venne la brillante idea di tirarmi fuori e salvarmi per darmi una possibilità di vivere in quel pazzo mondo.

Preso da un istinto fraterno che non sapeva neanche di avere, allungò le mani verso il mio piccolo corpo e mi tirò fuori da quel cassonetto della spazzatura, per poi portarmi a contatto con dell’altra spazzatura. Certo, era meno puzzolente di quella di prima, ma rimaneva lo stesso della spazzatura. Venni portato al loro ritrovo e, dopo avermi dato il tempo di imparare a camminare, mi insegnarono ad uccidere in tutti i modi possibili. Mi insegnarono a combattere a mani nude, con le armi da fuoco e con la armi bianche. Mi diedero anche delle lezioni di volo. Si preoccuparono della mia istruzione senza tralasciare troppi dettagli, visto che si presero anche la briga di insegnarmi a leggere e a scrivere.

A tredici anni commisi il mio primo crimine. Il capo di quei criminali, un certo Silverman, mi affidò un incarico che poteva essere alla mia portata. Dovevo trovare un tizio che spacciava droga sintetica nel nostro territorio e al nostro giro di affari stava recando dei minimi danni, ma a lui non piaceva la concorrenza. Così, inviarono me. L’ordine era di entrare in contatto con quel tale, fingere di volere acquistare della droga da lui e dargli il messaggio del mio capo che lo avrebbe convinto ad andarsene.

Fiero del mio primo incarico andai a cercare quello spacciatore. Lo trovai in un vicolo dove stava vendendo quella roba ai dei ragazzi. Mi misi in coda per aspettare il mio turno, come facevano tutti gli altri. Per tutto il tempo tenni lo sguardo fisso sul mio bersaglio, mentre avanzavo, passo dopo passo, verso di lui. Quel tizio era un poco di buono sulla trentina, anche se dimostrava più anni di quelli che aveva. Lo avevo già visto in giro per la strada, come lo avevo visto atteggiarsi da gangster in alcuni locali notturni controllati da Silverman stesso.

Quando fu il mio turno, mi presentai a lui chiedendo la sua droga. Lui, ignorando chi fossi e il vero motivo della mia visita, prese una bustina di pasticche dalla tasca della giacca e ne tirò fuori una per darmela. Rimasi immobile a fissare quella pasticca, mentre lui agitava la mano per intimarmi a prenderla e a farsi pagare.

«Ho un messaggio per te» gli dissi dopo aver sollevato lo sguardo su di lui «Smetti di vendere la tua merda da queste parti e vattene finché puoi ancora farlo con le tue gambe.»

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