Ricordi dell’invasione

Quarta di copertina

Il pianeta Terra ha subito un tremendo attacco da un civiltà aliena che si è presentata all’umanità dicendo di venire in pace, presentandosi come fratelli cosmici. Un uomo, sopravvissuto al primo attacco, cerca di sopravvivere in quel mondo distrutto dalla guerra sfuggendo alle pattuglie centauriane e tenendosi lontano dalle città. Vaga per quella terra desolata e dilaniata dalla guerra, aggrappandosi a delle semplici regole, fornite da un altro sopravvissuto, che lo stanno tenendo in vita. Tra le varie difficoltà che deve affrontare ogni giorno, gli tornano alla mente i ricordi della sua vita precedente all’attacco e dell’arrivo degli alieni fino al giorno dell’attacco. Durante una fuga si imbatte in un cane che si dimostra essere un buon amico. Proseguono il viaggio insieme, fino a quando incontrano una centauriana che dice di essere un disertore e che vuole porre fine all’invasione.

Formato ebook
ASIN ‏ : ‎ B08JKFZYZY
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 2509 KB
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 205 pagine

Formato cartaceo
ASIN ‏ : ‎ B08JB7MGYR
Editore ‏ : ‎ Independently published (20 settembre 2020)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 203 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8688269369
Peso articolo ‏ : ‎ 367 g
Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.17 x 22.86

Booktrailer

Breve estratto

«La guerra è finita! Non ce ne sarà un’altra!» inevitabilmente, quando finiva una guerra, qualcuno se ne usciva sempre con quel grido di gioia.
Quanta gioia e quanta speranza in un futuro migliore erano nascosti in quelle parole. Riassaggiare la pace, vedere nuovamente il cielo azzurro senza bombardieri in volo, non essere circondati da esplosioni o colpi di fucile, poter vivere la vita senza paura. A volte mi chiedevo quante volte fossero state pronunciate quelle parole durante la lunga storia dell’umanità. E mi chiedevo quante volte ancora sarebbero state pronunciate. Mi chiedevo quante volte ancora, la speranza sarebbe finita di fronte ad una nuova guerra che avrebbe coperto con un velo di paura il volto dell’intera umanità.
Certe volte, il più delle volte, dovremmo essere onesti con noi stessi accettando l’idea che la guerra è la vera colonna portante dell’umanità. Un’umanità che tentava di vivere in pace con i propri simili, ma che ritornava troppo spesso sui propri passi, commettendo di nuovo quegli errori che la portavano ad una nuova guerra.
Ironia della sorte, l’umanità si trovò nuovamente ad affrontare una guerra. Ma questa volta non era un nemico come quelli incontrati nella sua storia. Era qualcosa di più. Quello che provocò questa nuova guerra era il nemico più potente e meglio armato di sempre. Il peggiore che l’umanità avesse mai affrontato. Quel nemico era riuscito in poche ore a mettere in ginocchio l’intero pianeta. Il suo attacco fu devastante per tutti noi. Ed ancora oggi era qui in mezzo a noi che continuava a sterminare o a catturare quel poco che rimaneva dell’umanità.


Sopravvivere in questo mondo non era affatto facile. Passavo le giornate a scappare dalle pattuglie aliene e, in alcuni casi, anche dai miei simili. Non potevo fidarmi di niente e di nessuno. A volte dovevo anche rimettere in discussione certe mie decisioni e ritornare sui miei passi. Non sapevo da quanto tempo fossi in fuga tendando di sopravvivere a quel mondo ostile, ma ci stavo riuscendo. Cercavo di non commettere troppi errori e mi attenevo a quelle semplici regole che mi insegnò un tale poco dopo l’attacco.

Poco dopo il primo attacco mi imbattei in quel tale. Si chiamava Jack e mi ospitò in un bunker che aveva allestito quando gli alieni apparvero la prima volta, mentre tutti gli altri lo prendevano in giro dicendo che fosse solo un pazzo. Ma Jack ebbe l’occhio lungo. Mi trovò privo di sensi all’interno della mia automobile. Avevo subito un incidente mentre tentavo di fuggire dalla città. Finii fuori strada, persi i sensi e rimasi ferito ad una gamba.

Jack mi trovò mentre andava a caccia e mi portò al suo rifugio. Curò le mie ferite, sistemò meglio che poteva la mia gamba e mi accolse per alcune settimane con se. Una sera, mentre eravamo a tavola per la cena, mi raccontò di come gli venne in mente di costruire quel bunker. Diceva che, nonostante l’euforia iniziale che provò l’umanità di fronte quel primo contatto alieno, lui non si fidò per niente. Diceva che i loro occhi nascondevano qualcosa di terribile.

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