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Il nuovo mondo

  • ASIN ‏ : ‎ B09QT39C7S
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
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  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 172 pagine

Quarta di copertina

L’arrivo sulla Terra di tre civiltà aliene in guerra tra loro sul sistema solare Altair, scatena quella venne poi chiamata la guerra delle Arche.

Un lunga guerra distrugge tutto ciò che l’uomo ha costruito durante la sua storia. L’arrivo di una quarta civiltà aliena, proveniente dal sistema solare Tau Ceti, pone fine a quella guerra, permettendo la nascita del nuovo mondo sotto il suo controllo e la sua protezione.

Dopo aver perso tutto durante quella guerra, il maggiore John Smith si ritrova a bordo di un veicolo a viaggiare attraverso quel nuovo mondo che sta nascendo pian piano. Lasciata una delle poche città rimaste, si imbatte in una ragazzina, di nome Jennifer, mentre viene trascinata attraverso la prateria da persone con cattive intenzioni.

Breve estratto

Finito di mangiare quella zuppa, che trovai decisamente migliore rispetto ad altri posti in cui mi ero trovato, lasciai il tavolo per andare a pagare quella ragazza che mi aveva condotto fino al tavolo e che aveva mostrato tutta la sua gentilezza nel servirmi.

Approfittai per fare due parole con lei che rispondeva sorridendo e voltando lo sguardo verso altri clienti per poi lasciarla al suo lavoro e salutarla.

Uscii dalla locanda e mi trovai nuovamente nella strada che le passava davanti.

Mi fermai alcuni istanti ad osservare quella città in continuo movimento e dai colori più variegati offerti dalla gente che si trovava da quelle parti, per poi voltare lo sguardo verso quella piazza dove avevo visto quelle navette al mio arrivo e quella gente ammanettata.

Con mio stupore notai che quelle navette si trovavano ancora a terra, nonostante fosse passato diverso tempo dal mio ingresso in quella locanda, come quelle persone ammanettate e quei soldati armati fino ai denti che le stavano scortando.

Quella situazione mi incuriosì, così decidi di andare a vedere da vicino ciò che stava accadendo da quelle parti.

Attesi alcuni istanti per permettere alle persone che mi stavano passando davanti di lasciarmi un’apertura per poi incamminarmi lungo quella strada dirigendomi proprio verso quel piazzale.

Arrivato nei pressi di quel piazzale, andai a posizionarmi dove non avrei infastidito nessuno, lontano dal flusso di gente che si muoveva intorno a me, per poi voltare lo sguardo verso quelle navette e la gente che si trovava in quella zona.

Come avevo visto da lontano, quelle navette si trovavano ancora a terra con i portelli aperti.

Quella gente ammanettata, che avevo incontrato al mio arrivo, si trovava inginocchiata sul terreno con quei soldati armati che camminavano dietro di loro per controllarli.

Non capivo il motivo per cui tenessero quella gente inginocchiata sul terreno, mentre le navette stavano solo aspettando che venissero caricati a bordo.

Rimasi con lo sguardo rivolto verso quel piazzale, quando un taucetiano con indosso una uniforme nera da ufficiale, fece la sua comparsa dopo esser uscito da uno degli edifici che si trovavano poco distanti da me.

Quell’ufficiale si avvicinò ad uno dei soldati per parlargli mentre indicava la gente inginocchiata sul terreno e le navette pronte al carico dei prigionieri.

Poco dopo, quei soldati fecero sollevare dal terreno quella gente per poi spingerla a bordo di quelle navette, mentre l’ufficiale osservava con le mani incrociate dietro la schiena l’operato dei suoi uomini.

Quella gente venne condotta di forza a bordo di quelle navette, sotto lo sguardo degli spettatori che si erano radunati là intorno ad osservare quanto stava accadendo proprio come me.

Quando quelle operazioni di carico vennero completate, alcuni di quei soldati salirono a bordo, mentre altri si allontanarono di diversi metri per non venire travolti dalle turbolenze che avrebbero provocato i motori delle navette.

I portelli vennero chiusi poco dopo e quelle navette si alzarono in cielo lentamente, per poi partire dirigendosi verso ovest.

«Dove li stanno portando?» chiesi ad un tizio che si trovava vicino a me indicando in cielo con la mano.

«E chi lo sa!» fece lui senza distogliere lo sguardo da quel piazzale «Puniti perché non vivono secondo le regole degli invasori… che assurdità!»

Dette quelle parole, se ne andò via senza aggiungere altro e senza permettermi di dire qualcosa.

Rimasi ad osservarlo sbalordito da ciò che mi aveva detto e, soprattutto, dal termine che aveva usato per riferirsi ai taucetiani, mentre si allontanava con passo barcollante. Era la prima volta che sentivo usare un termine simile, invasori.

Athena

  • ASIN ‏ : ‎ B09NR9NSKK
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (17 dicembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 228 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8786439305
  • Peso articolo ‏ : ‎ 327 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 13.34 x 1.32 x 20.32 cm

Quarta di copertina

Nell’anno duemila ottanta sette l’aumento della popolazione mondiale contribuisce a creare il malcontento in tutto il pianeta. A causa della povertà e della disoccupazione, molti si riversano per le strade per manifestare contro il governo. Per placare gli animi e per dare una possibilità a tutti di vivere, viene creato un mondo virtuale chiamato Atlantis. Al suo interno, gli utenti possono crearsi una seconda vita e guadagnare soldi che possono venire spesi anche nel mondo reale. Sarah, una emarginata che vive di piccoli furti, entra nel mondo di Atlantis per tentare di vivere con quel gioco e, col tempo, diviene un cacciatore di taglie, per poi diventare un sicario al soldo di un criminale che ha espanso il suo dominio anche in quel mondo virtuale. Divenuta un’assassina con centinaia di uccisioni sulle spalle, Sarah si ritrova braccata nel mondo reale da quegli stessi utenti a cui dava la caccia all’interno di Atlantis.

Breve estratto

Quando ero una ragazzina e andavo ancora a scuola, ero solita prendere gli avanzi del pranzo per poi consumarli a cena, poiché non sapevo se avrei trovato qualcosa da mangiare una volta tornata a casa.

Alcuni miei compagni ridevano di me quando mi vedevano farlo, mentre altri, quelli che conoscevano la mia situazione, si preoccupavano di darmi i loro avanzi per aiutarmi.

Naturalmente mi faceva piacere ricevere quel piccolo aiuto da quei pochi compagni di scuola, nonostante non lo avessi chiesto.

Troppo spesso rientravo in quella casa senza trovare nessuno ad aspettarmi e con il frigorifero completamente vuoto.

Anche se avessi trovato mia madre, in quel freddo monolocale, l’avrei trovata con lo sguardo rivolto verso il nulla, in silenzio, e sotto gli effetti della droga che la stava distruggendo. Quindi, non mi dispiaceva trovare quel monolocale vuoto al mio rientro, come non mi preoccupava il fatto che dovevo arrangiarmi meglio che potevo per vivere.

Raggiunti i sedici anni di età e terminato il periodo dell’obbligo all’istruzione, lasciai la scuola per andare a cercare un lavoro che mi garantisse uno stipendio per vivere.

Speranzosa di trovare qualcosa che facesse al caso mio, mi armai di coraggio e andai a chiedere un lavoro ovunque nel quartiere in cui vivevo.

Entrai in ogni negozio o tavola calda che incontravo lungo la mia strada per proporre, ai proprietari di quelle attività, la mia candidatura e disponibilità al lavoro, presentando anche il diploma della scuola.

Purtroppo per me, tutto quel coraggio, con cui mi ero armata per quella ricerca, non servì proprio a nulla.

Ovunque fossi andata trovai la porta sbarrata.

Nessuno era intenzionato ad offrirmi un lavoro.

Quello fu un periodo difficile per me.

Fu talmente difficile che mi fece perdere ogni speranza di avere una vita migliore di quella che avevo vissuto negli ultimi anni.

Cresciuta senza genitori su cui fare affidamento, mi ritrovai in un mondo che diveniva ogni giorno più complesso e invivibile, senza una speranza di riuscire a farcela. Ero disperata e non sapevo proprio come fare.

Un giorno, dopo aver perso tempo nel cercare un dannato lavoro, me ne andai al parco nel tentativo di raccogliere le idee in modo da trovare una soluzione.

Ero completamente immersa in quei pensieri che mi passavano per la testa, quando notai due coetanei che stavano parlando tra loro poco lontani da me.

Incuriosita dal loro comportamento e dal loro colloquiare, voltai lo sguardo verso di loro.

Li osservai con attenzione e notai che uno dei due stava mostrando degli oggetti all’altro che li ammirava con interesse strofinandosi le mani.

Tenni lo sguardo fisso su di loro, prestando attenzione che non si accorgessero di quello che stavo facendo, quando sentii uno dei due dire che quella roba gli avrebbe fruttato parecchi soldi.

Non impiegai molto tempo nel capire che quei due ragazzi avevano rubato quella roba e stavano pensando di venderla da qualche parte, magari ad uno dei tanti rigattieri che si trovavano nel quartiere in cui vivevo.

«Magari… se ci riescono loro» borbottai mentre osservavo quei due «Sempre meglio che niente.»

Distolsi lo sguardo da quei ragazzi per poi abbassarlo verso il terreno sotto ai piedi, mentre riflettevo su quell’idea che mi avevano suggerito quei due ragazzi.

Considerando le scarse possibilità che avevo di trovare un lavoro, decisi che dedicarmi ai furti era l’unica cosa da fare, almeno finché non avessi trovato qualcosa.

Così, abbandonai la panchina su cui sedevo e lasciai quel parco per tornare a casa.

Arrivata a casa, mi fiondai in camera da letto per andare a prendere una giacca dall’armadio.

Appesi quella giacca ad un mobile e mi esercitai per qualche giorno ad infilare le mani nelle sue tasche senza scuoterla. Mi esercitai con molto impegno con quella giacca, senza sosta, e quando raggiunsi il risultato di infilare le mani nelle tasche senza scuoterla, andai in strada per mettere in pratica ciò che avevo imparato in quel periodo.

Liberty Atto Secondo

  • ASIN ‏ : ‎ B09L3394QS
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (8 novembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 176 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8762000499
  • Peso articolo ‏ : ‎ 322 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.02 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Michael Fleming riesce a sfuggire da uno sceriffo durante una rapina in banca, per poi condurre la Liberty su Europa per installare il nuovo motore a curvatura e sbrigare alcune faccende personali. In quel villaggio, Giulia viene arrestata dallo sceriffo e portata in cella. Non volendo abbandonare la sua amica, Michael si dà da fare per liberarla con l’aiuto di Frank. Riuscita l’evasione della donna, la Liberty riprende il suo viaggio e si concede del tempo per divertirsi col nuovo motore a curvatura, quando un messaggio anonimo li invita ad un incontro segreto su Ganimede. Curiosi di scoprire chi si nasconde dietro quel messaggio, si recano sul posto per imbattersi in un evento che sta colpendo i pianeti esterni, sul quale si troveranno ad indagare.

Breve estratto

«Stavo notando» fu Sarah ad interrompere quel silenzio rivolgendosi a Frank «Che non ti vedo mangiare quei biscotti al burro da diversi giorni.»

«Ne sono uscito» rispose Frank pulendosi la bocca con il tovagliolo e scrollando la testa «Non ne faccio uso da almeno dodici giorni… ormai… inizio a vedere la luce in fondo al tunnel» concluse sollevando la mano verso l’alto e indicando la lampada che illuminava la stanza.

«E… come sta andando? Come stai superando la cosa?» chiese Sarah divertita dall’atteggiamento del nostro amico.

«Ammetto che all’inizio non è stato facile… abbandonare quelle delizie… non fu facile» rispose abbassando lo sguardo sulla tavola e concedendosi delle brevi pause «Quando ho deciso di smettere… vedevo quei biscotti ovunque voltassi lo sguardo… li sognavo perfino la notte… soffrivo in quei momenti. Poi, mi dissi che dovevo smettere e di non dare peso a quelle visioni. Non ho dormito per intere notti… ma adesso… sento che ne sto uscendo.»

«Perché? Perché? Perché ti stai riferendo ad una banale dipendenza alimentare… come fosse una tremenda dipendenza dalle droghe? Perché… Frank? Perché?» intervenne Giulia agitando le mani in aria.

«Tu… non puoi capire… donna» rispose Frank guardandola negli occhi. «Erano solo… degli stupidi biscotti… deliziosi, devo ammetterlo… si scioglievano in bocca… ma erano solo degli stupidi… dannati… biscotti… al burro!» esclamò la donna battendo i pugni sul tavolo sotto lo sguardo divertito di Michael che si limitava ad ascoltare senza intervenire.

L’ultima donna

  • ASIN ‏ : ‎ B09GJRRP2P
  • Editore ‏ : ‎ Independently published (15 settembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 196 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8477749850
  • Peso articolo ‏ : ‎ 354 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 15.24 x 1.14 x 22.86 cm

Nota dell’autore

Sono Michele Scalini, l’autore di questo libro.

La mia attività principale è quella di tecnico programmatore nell’ambito dell’automazione industriale.

Attività che svolgo da più di venti anni.

Come racconto in questo libro sono spesso in viaggio per lavoro in Italia e all’estero.

Da alcuni anni scrivo libri nel poco tempo libero che ho a disposizione.

Vorrei fare delle precisazioni riguardo alla storia che stai per leggere.

Nei primi sei capitoli racconto quanto mi è accaduto durante lo scoppio della pandemia che ha cambiato il nostro mondo, quando mi trovavo in trasferta nella lontana Nuova Zelanda.

Quindi, quei primi capitoli sono stati tratta da una storia vera, la mia.

Nei capitoli seguenti la storia è del tutto frutto della fantasia.

Ciò che vorrei chiarire fin da subito è che le titubanze che esprimo nei riguardi dei vaccini sono da interpretare solamente come introduzione ai capitoli successivi.

Quarta di copertina

Michele si reca per lavoro in Nuova Zelanda mentre nel suo paese vengono trovati dei casi di un nuovo virus che avanza nel mondo. Trovatosi in quel paese lontano, assiste all’aumento dei contagi nel mondo mentre pensa di trovarsi al sicuro proseguendo nella solita vita. Le cose si complicano quando l’epidemia lo raggiunge e rimane bloccato in quel paese senza la possibilità di tornare a casa. Dopo diverse settimane trascorse ad aspettare che la situazione cambiasse, riesce a tornare nel suo paese, dove trova un mondo completamente diverso da quello che aveva lasciato e a cui non riesce a adattarsi, arrivando a comportarsi come un perfetto estraneo. Con il complicarsi della pandemia, decide di abbandonare la città per recarsi in campagna, dove incontrerà una donna di nome Mary che cambierà per sempre la sua vita.

Breve estratto

Avevo da poco finito di preparare la valigia.

Non sapendo quali condizioni meteorologiche avrei trovato in quel posto, nonostante avessi controllato le previsioni meteo di quel periodo, avevo deciso di mettere abiti adatti alla mezza stagione.

Chiusa la valigia, dopo essermi assicurato per l’ennesima volta che avessi messo tutto l’occorrente per la mia permanenza in un paese straniero, mi misi a sedere sul bordo del letto mentre tenevo in mano il mio telefono.

«Nuova Zelanda… sto arrivando» bisbigliai mentre visionavo il biglietto elettronico del volo.

A differenza delle altre occasioni in cui mi ero recato all’estero per motivi di lavoro, dove furono gli altri a decidere per me, fui io stesso a chiedere che mi venisse affidata quella trasferta.

E lo chiesi direttamente al responsabile dell’azienda, situata nel nord del mio paese, per cui lavoravo da alcuni anni. Quando sentii parlare di Nuova Zelanda, mi entusiasmai all’idea di poter vedere coi miei occhi quel paese di cui non avevo mai sentito parlare, a parte il giorno di Capodanno, poiché era uno dei primi paesi a festeggiare la mezzanotte, e che per me rappresentava un vero mistero.

Alcuni mesi prima di quella partenza mi trovavo in Pennsylvania, uno stato del Nord America.

Stavo ultimando l’installazione di un piccolo impianto presso uno stabilimento situato in una piccola cittadina chiamata Lock Haven.

Alcuni giorni prima di preparare le valigie per tornare a casa, si recò sul posto il responsabile di quell’azienda per verificare quanto fornito al cliente finale e per ultimare alcune attività che spettavano solamente a lui.

Sapendo che avevano questa commessa per la Nuova Zelanda ed ero sempre stato curioso di vedere quella nazione di cui solitamente non si sapeva nulla, mi feci avanti approfittando di un momento in cui la mia persona non era troppo indaffarata.

«Ho saputo che avete un impianto da fare in Nuova Zelanda» introdussi con quelle parole la mia richiesta «Avete già assegnato la commessa a qualcuno?»

«Vuoi andare in Nuova Zelanda?» mi chiese lui sorridendo, mentre cercava di nascondere la sorpresa per quella mia richiesta piuttosto inaspettata.

«Mi piacerebbe… insomma… se fosse possibile chiaramente… anche per dare una mano… andrebbe bene lo stesso» risposi timidamente senza mostrare troppo interesse per quella trasferta. «Dovrei controllare gli impegni. Appena rientro in sede controllo e ti faccio sapere» mi rispose senza neanche sollevare lo sguardo dal monitor del computer che si trovava di fronte a lui.

Recensione “Liberty”

RECENSIONE a cura del blog “note di una scrittrice”

I personaggi principali di questo romanzo – nonché i componenti dell’equipaggio- sono essenzialmente quattro:

Michael, proprietario della navicella spaziale, ex trasportatore di merci su navi commerciali;

Sarah, sua socia in affari. Ottimo pilota;

Ellen, miglior meccanico di tutto lo spazio;

Frank, testa calda dalle spiccate capacità con le armi.

La storia è ambientata nel XXII secolo e i pianeti su cui si svolge sono stati creati dagli scienziati della Terra che, secoli prima, li studiarono e perfezionarono a sua immagine e somiglianza creandone addirittura le stesse condizioni atmosferiche, rendendoli abitabili.

Uno dei loro viaggi cambierà i loro progetti quando troveranno la valigetta accennata nella sinossi.

Cosa contiene quella valigetta?

In che cosa consiste l’abominevole piano del  governo?

Riusciranno nel loro intento di sabotarlo?

Chi è l’ingegnere in fuga, e che ruolo avrà nella storia?

Queste sono le domande in cui vi imbatterete durante la lettura di questo libro che cattura molto l’attenzione del lettore.

Il tipo di scrittura è semplice e scorrevole. L’autore scrive in prima persona e sono tutti i personaggi (o quasi) narrare la storia. Il cambio di questi, in brevi tempi, dà la visuale della stessa scena da più inquadrature, molto simile alla struttura di un vero e proprio film, permettendo inoltre di impersonare ognuno di essi. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ho apprezzato moltissimo il poter leggere il racconto attraverso gli occhi di ogni personaggio, questo mi ha permesso di comprenderne a fondo le peculiarità di ognuno di loro che ho trovato, inoltre, molto credibili.

Mi è piaciuta molto l’idea insolita di creare al femminile le figure esperte di meccanica e pilotaggio.

Il libro l’ho trovato molto completo tra i momenti di suspense e le risa che suscita, gli stessi droidi incontrati nei viaggi hanno dei tratti umani e un senso dello humor che rendono il libro ancora più piacevole e simpatico. Risulta forse un po’ più lento nella primissima parte, in cui è inevitabile la descrizione iniziale della storia,  ma successivamente diventa un susseguirsi di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine. In questo romanzo è inevitabile non viaggiare all’interno della Liberty.

CONSIGLI

Ne consiglio la lettura sicuramente agli appassionati di fantascienza, ma anche a chi si avvicina a questo genere per la prima volta, perché l’autore rende molto semplice un argomento complesso e interessante come la fantascienza.

Lo consiglio inoltre a chi non ha l’abitudine di leggere, ma vuole iniziare a farlo, sia per le poche pagine presenti al suo interno che ne facilitano la lettura a chi non è abituato a farlo, sia perché il tipo di scrittura lineare rende il libro accessibile a chiunque.

Fonte originale: https://notediunascrittric.wixsite.com/website/l-angolo-delle-recensioni

Intervista dell’editore per Liberty

Dunque Michele svelaci alcune curiosità sulla trama e spiegaci come è nata questa nuova storia:

Parlare di Liberty non è così semplice come sembra. La storia di Liberty e dei suoi personaggi, è nata da se, nel modo più naturale e improvvisato che si possa immaginare. Nel periodo in cui l’ho scritto, mi sono limitato a sedermi al mio computer, appoggiare le mani alla tastiera, e lasciare che il cuore dettasse le parole. E credimi quando ti dico che non ho affrontato alcuna difficoltà nel farlo perché è vero. L’idea di base era un’astronave con il suo equipaggio, dedito a piccoli furti o trasporti illeciti, e quella di scrivere una storia avventurosa, ma anche divertente, ambientata nel sistema solare. I personaggi non sono degli eroi, come capita in romanzi simili, e non pretendono di esserlo. Loro sono degli emarginati, persone a cui non affideresti nulla perché potrebbero rubartelo per poi rivenderlo al miglior offerente. Ma è proprio questa caratteristica che li rendono in grado di affrontare la sfida che gli è capitata tra le mani per caso, mentre facevano ciò che sapevano fare meglio, ovvero saccheggiare un’astronave alla deriva nello spazio. Per quanto l’avventura di Liberty sia affascinante e coinvolgente, la parte più emozionante è l’interazione tra i vari personaggi. Il loro modo di affrontare le situazioni, le loro battute fuori luogo in riferimento alla situazione che stanno affrontando, il modo con cui affrontano quelle stesse situazioni. Non vorrei sembrare vanitoso, in realtà sono una persona molto modesta, ma Liberty non è una storia che va spiegata, Liberty è una storia che va vissuta, insieme ai personaggi stessi. Questo è Liberty.

Il tuo genere è fantascienza, stai pensando di cimentarti in nuovi generi oppure resti fedele al tuo preferito?

Anni fa ho provato a scrivere un horror, poi però l’ho interrotto perché non mi convinceva, nonostante la storia mi piacesse. Sin da bambino osservavo le stelle chiedendomi quanti mondi ci fossero là fuori, onestamente lo faccio anche adesso. Con la fantascienza, il genere che più mi si addice, posso viaggiare attraverso quei mondi e addirittura esplorarli. È l’unico genere con cui posso uscire dalla vita di tutti i giorni e sentirmi a contattato con l’intero universo per abbracciare quelle stelle che osservavo da bambino. Per farla breve, resterò sempre fedele al genere.

È un piacere averti di nuovo qui con noi, puoi dirci da cosa trai ispirazione per i tuoi romanzi?

Rispondo dicendoti che il piacere di pubblicare nuovamente con voi è soprattutto mio. Nessuno lo sa, ma la prima pubblicazione, Trappist Terzo, ha aspettato più di un anno prima di vedere la luce. Avevo contattato diversi editori e nessuno ha mai risposto, mentre voi lo avete valutato e accettato di pubblicare in poco meno di tre settimane. Ho un occhio di riguardo nei vostri confronti. Ora dovrei rispondere anche alla domanda. Per i miei romanzi mi ispiro al bisogno di evasione. Quel bisogno che tutti percepiscono, ma che in pochi hanno il coraggio di ascoltare. Quel bisogno di rimettersi in gioco, di affrontare nuove sfide, dimostrare al mondo intero che si è in grado di fare qualsiasi cosa, solo perché si ha la necessità di farlo. Ed è quello il tema principale di ogni mio romanzo, ovvero il bisogno di reinventarsi e di lasciar perdere col passato, per poi andare incontro alle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano.

Questo è il mio mondo

  • ASIN : B08MX2ZCBK
  • Editore : Independently published (8 novembre 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 170 pagine
  • ISBN-13 : 979-8561057366
  • Peso articolo : 313 g
  • Dimensioni : 15.24 x 0.99 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Nel futuro l’umanità si ritrova a vivere in grandi città fortificate, in mano a governi indipendenti che attuano un controllo totale sulla popolazione. Un cittadino sospetta che ci sia qualcosa di sbagliato nel suo mondo quando si imbatte nelle telecamere situate sul muro che circonda la città stessa. Qui scopre che quelle telecamere vengono usate per monitorare tutti i cittadini. Il presunto arresto di un coinquilino lo conduce ad indagare su altri casi simili, fino ad incontrare un uomo che gli svela uno dei più grandi segreti del suo mondo. Michael cercherà di scoprire cosa di vero ci sia in quella storia. Si spingerà fino a svelare un segreto che non andava svelato. Michael scrive la sua storia su di un quaderno mentre si trova nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza, dopo che un giudice lo ha condannato con l’accusa di terrorismo. Cosa avrà scoperto Michael? Perché quel segreto gli è costata la vita? Perché il governo vuole che quel segreto resti tale?

Booktrailer

Breve estratto

«Ricorda ragazzo mio, ognuno paga le conseguenze delle proprie scelte» furono le parole che mi disse quel giorno mio padre guardandomi dritto negli occhi.

«Non ascoltare gli altri. Pensa con la tua testa. Fai sempre in modo che quelle scelte siano tue, solo così sarai libero» aggiunse infine dandomi una pacca sulla spalla.

Quello fu l’ultimo istante in cui vidi mio padre vivo. Pochi minuti dopo venne condotto sul patibolo dove venne impiccato di fronte a me e a mia madre, che pianse per tutto il tempo. Mio padre venne condannato all’impiccagione dopo che gli agenti del governo lo trovarono in possesso di libri considerati illegali. Quei libri che mi leggeva quando ero un bambino, poco prima di addormentarmi, erano la memoria di un tempo passato e purtroppo anche dimenticato. Ma per il governo quei libri dovevano rimanere nell’oblio e li considerava troppo pericolosi. Così, condannò mio padre a morte.

Non compresi pienamente quelle parole che pronunciò mio padre quel giorno, ma lo ascoltai con attenzione senza dire niente per tutto il tempo. Ma in fondo cosa dovevo fare? Ero solo un ragazzino di dodici anni che stava salutando per l’ultima volta suo padre e che lo avrebbe visto morire poco dopo. Come potevo capirle?

E pensare che a distanza di diversi anni, mi sono ritrovato nella sua stessa situazione. A pensarci, mi verrebbe quasi da ridere. Anzi, qualcuno potrebbe anche dire che buon sangue non mente.

Infatti, quel qualcuno pronunciò quelle esatte parole poco dopo aver pronunciato la sentenza, la mia condanna a morte. Quel dannato giudice espresse quelle precise parole guardandomi dritto negli occhi dopo aver battuto il suo martelletto con forza. Il giudice Walker, lo stesso che condannò mio padre a morte e, dopo circa venti anni, condannò il figlio. Condannato a morte per terrorismo. Esatto. Per il governo sono un terrorista.

Esatto, io sono un terrorista. Davvero ironico. Io che ho sempre condotto una vita normale, quasi da cittadino modello. Mi sono diplomato alla scuola pubblica con ottimi voti. In seguito, sono andato a lavorare alla fabbrica di prodotti alimentari. Possedevo anche un monolocale in periferia concessomi dal governo stesso. Ho sempre pagato le tasse e non mi avevano mai dato punti negativi sul mio profilo. Nonostante tutto per loro sono un terrorista, un nemico pubblico della società.

Vorrei farti capire il percorso che mi ha guidato fino a questa situazione, ma per farlo, dovrei prima raccontarti qualcosa del mio mondo, anzi, del nostro mondo. Dovrei raccontarti della mia vita, della morte di mio padre, della perdita di mia madre. E dovrei raccontarti degli eventi che mi hanno condotto qui oggi, in questa fottuta cella di isolamento. Oggi. Non saprei neanche dirti che giorno sia oggi. L’unica cosa che so di certo è che siamo nel duemila cento cinquantasette, ma non so dirti in quale mese. Non so se fuori sia giorno o notte. Se sta piovendo o se sta splendendo il sole, oppure se stanno brillando le stelle in cielo. L’unica cosa che so di certo è che sono chiuso in questa cella di isolamento, senza una finestra e senza alcun contatto col mondo esterno. E sono qui da molto tempo, forse da troppo.

John J. Kaczynski

  • ASIN : B08LQCVCG5
  • Editore : Independently published (25 ottobre 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 135 pagine
  • ISBN-13 : 979-8553308674
  • Peso articolo : 263 g
  • Dimensioni : 15.24 x 0.79 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Evaso da un carcere di massima sicurezza, John si ritrova nuovamente in fuga dai merker. Dopo essersi imbarcato come clandestino su di un volo commerciale, giunge sul pianeta Kepler-Prime-B dove entra in contatto con un falsario che gli procura dei documenti falsi, per andarsene senza avere problemi coi controlli di sicurezza della federazione. Durante la visita però, viene a sapere che il suo capo Silverman ha messo una taglia sulla sua testa e che tutti i fuorilegge del sistema gli avrebbero dato la caccia. Deciso di tornare sul suo pianeta natale per vendicarsi per quella taglia, viene catturato da un gruppo di merker che lo portano a bordo della loro astronave, per condurlo in un carcere di massima sicurezza sul sistema di Olker. A bordo della nave una donna di nome Sarah lo aiuta a liberarsi dei merker e ad impossessarsi della nave. Sicuro di poter raggiungere la sua destinazione, è costretto ad un atterraggio d’emergenza sulla superficie di un pianeta disabitato dove cercherà un modo per tornare sulla sua strada.

Breve estratto

Venni trovato quando avevo pochi giorni di vita in un cassonetto della spazzatura, con il cordone ombelicale che ancora spenzolava dal mio stomaco. Chiunque avesse avuto l’idea di lasciarmi lì, si era anche preoccupato di attorcigliarlo attorno al mio piccolo collo. Mia madre biologica, donna previdente, aveva subito pensato di liberarsi di me appena mi diede alla luce. Non l’ho mai conosciuta, ma considerando ciò che ero diventato, non potevo di certo biasimarla.

Per mia sfortuna, non fui uno dei tanti bambini che venivano trovati da monaci o famiglie in grado di allevare un figlio come si deve. Nel mio caso, furono dei criminali spaziali a trovarmi in quel cassonetto mentre andavano ad ammazzare qualcuno per soldi. Vennero attirati dai miei lamenti e dai miei gemiti. In fondo a quei tempi non sapevo ancora fare altro. Uno di quegli uomini aprì quel cassonetto e mi trovò nascosto tra la spazzatura. Vedendomi, piccolo ed indifeso, gli venne la brillante idea di tirarmi fuori e salvarmi per darmi una possibilità di vivere in quel pazzo mondo.

Preso da un istinto fraterno che non sapeva neanche di avere, allungò le mani verso il mio piccolo corpo e mi tirò fuori da quel cassonetto della spazzatura, per poi portarmi a contatto con dell’altra spazzatura. Certo, era meno puzzolente di quella di prima, ma rimaneva lo stesso della spazzatura. Venni portato al loro ritrovo e, dopo avermi dato il tempo di imparare a camminare, mi insegnarono ad uccidere in tutti i modi possibili. Mi insegnarono a combattere a mani nude, con le armi da fuoco e con la armi bianche. Mi diedero anche delle lezioni di volo. Si preoccuparono della mia istruzione senza tralasciare troppi dettagli, visto che si presero anche la briga di insegnarmi a leggere e a scrivere.

A tredici anni commisi il mio primo crimine. Il capo di quei criminali, un certo Silverman, mi affidò un incarico che poteva essere alla mia portata. Dovevo trovare un tizio che spacciava droga sintetica nel nostro territorio e al nostro giro di affari stava recando dei minimi danni, ma a lui non piaceva la concorrenza. Così, inviarono me. L’ordine era di entrare in contatto con quel tale, fingere di volere acquistare della droga da lui e dargli il messaggio del mio capo che lo avrebbe convinto ad andarsene.

Fiero del mio primo incarico andai a cercare quello spacciatore. Lo trovai in un vicolo dove stava vendendo quella roba ai dei ragazzi. Mi misi in coda per aspettare il mio turno, come facevano tutti gli altri. Per tutto il tempo tenni lo sguardo fisso sul mio bersaglio, mentre avanzavo, passo dopo passo, verso di lui. Quel tizio era un poco di buono sulla trentina, anche se dimostrava più anni di quelli che aveva. Lo avevo già visto in giro per la strada, come lo avevo visto atteggiarsi da gangster in alcuni locali notturni controllati da Silverman stesso.

Quando fu il mio turno, mi presentai a lui chiedendo la sua droga. Lui, ignorando chi fossi e il vero motivo della mia visita, prese una bustina di pasticche dalla tasca della giacca e ne tirò fuori una per darmela. Rimasi immobile a fissare quella pasticca, mentre lui agitava la mano per intimarmi a prenderla e a farsi pagare.

«Ho un messaggio per te» gli dissi dopo aver sollevato lo sguardo su di lui «Smetti di vendere la tua merda da queste parti e vattene finché puoi ancora farlo con le tue gambe.»

Destiny, Avventure ai margini della galassia

  • Editore : Genesis Publishing (14 marzo 2017)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 316 pagine
  • ISBN-10 : 6185290111
  • ISBN-13 : 978-6185290115
  • Peso articolo : 544 g
  • Dimensioni : 15.24 x 2.01 x 22.86 cm

Quarta di copertina

Dopo una lunga e sanguinosa guerra, il capitano Connor, ne esce sconfitto e ritorna alla vita civile, cercando il suo ruolo nel nuovo mondo che sta nascendo dalla cenere e dalle macerie. Dopo mesi di vagabondaggio insieme alla sua compagna d’armi, Jenna, torna al suo villaggio d’origine per riflettere sulla situazione, dividendosi dalla donna, che decide di fare altrettanto.
Diventa un cacciatore di taglie e uccide per vivere, ma continua a covare un desiderio di libertà, che si rifà vivo grazie al nuovo incontro con Jenna: acquistare un’astronave da trasporto e viaggiare per la galassia.
Jenna, dal suo canto, si avventura in una tremenda e sanguinosa vendetta per scoprire chi ha ucciso la sua famiglia. Solo quando questa si compie, dopo diverse traversie, può finalmente tentare di ricostruirsi una nuova esistenza con il suo amico Capitano
Acquistata la nave da trasporto, ribattezzata “Destiny”, Connor e Jenna formano un piccolo equipaggio di personaggi fuori dal comune, con l’intenzione di mantenere la propria libertà e restare fuori dai radar della temibile Alleanza.
Si faranno strada attraverso la galassia tra sparatorie, rapine e contrabbando di merce rubata, sotto il naso delle Autorità, fino a quando, ingaggiati da un ex-membro del governo centrale, il capitano Connor e la sua “ciurma” si imbatteranno in un oscuro esperimento che gli scienziati stanno compiendo su di un lontano mondo. Questa scoperta condurrà il Capitano a far riemergere il guerriero che c’è in lui fino a sfidare nuovamente il governo dell’Alleanza.

Nota dell’editore

Un romanzo apocalittico e avventuroso. Destiny – Avventure ai margini della galassia ci trasporta in una realtà futura, dove ingiustizia e dominazione la fanno da padrone. Il capitano Connor e il suo equipaggio dovranno affrontare la tirannia dell’Alleanza, i propri demoni personali e la vita del nuovo mondo che sta nascendo. Uno stile incalzante per avventure ricche di mistero e suspense per dare vita ad un romanzo sci-fi interessante. Consigliato agli amanti del genere distopico-apocalittico, delle avventure nello spazio e delle storie ricche di sentimenti veri, quali l’amicizia, la “famiglia”, l’onore del riscatto.”
[L’Editore]

Book trailer realizzato dalla casa editrice Genesis Publishing

Breve estratto

La guerra era finita da un paio d’anni. Venni congedato col grado di capitano e iniziai la mia vita da normale cittadino. Otto anni di guerra avevano annullato ogni tipo di umanità in me e avevano cancellato anche il mio nome, in tutto quello schifo un nome serviva a poco, servivano solo la forza e il coraggio di ricominciare a vivere la propria vita, come si faceva prima del conflitto stesso. Tutti mi chiamavano il Capitano. Tutti si fa per dire, diciamo quei pochi rimasti in vita che mi conoscevano e che ancora avevano la cattiva abitudine di parlarmi.

Dopo la guerra, la maggior parte dei soldati e dei civili sopravvissuti ritornarono nelle loro città di origine, armati di speranza, coraggio e grande forza di volontà unirono i propri sforzi per ricostruire quel vecchio pazzo mondo. Altri restarono nell’ambiente militare, serviva qualcuno che tentasse, invano, di mantenere l’ordine nel caos venutosi a creare dopo il conflitto, soprattutto nei pianeti periferici, quindi si allearono con le forze dell’Alleanza per portare e ristabilire la civiltà; altri invece divennero semplici sceriffi nelle città che stavano riemergendo pian piano dalle macerie e dalla polvere. I meno fortunati, o forse erano proprio loro i più fortunati, rimasero negli ospedali, mutilati, feriti gravemente o con il cervello totalmente distrutto dalla pazzia e dalle atrocità viste e vissute. E infine c’erano gli uomini come me, quelli che non riuscivano a trovare la loro giusta collocazione nel nuovo mondo che stava nascendo, quelli che rimanevano attaccati ad un ideale che non c’era più. Quelli che cercavano di sopravvivere, nonostante avessero perso tutto. Dopo aver girovagato per qualche tempo senza meta e senza scopo, decisi di tornare al mio villaggio, dove ero nato e dove avevo vissuto fino allo scoppio della guerra. Era uno squallido e puzzolente villaggio di pescatori, pescivendoli e alcolizzati, situato lungo la costa sud; un giusto ritrovo per i falliti e per chi volesse cancellare ogni traccia di sé. Il conflitto mi aveva portato via tutto ciò che avevo: la casa, la barca per andare a pesca, il lavoro, anche il criceto mi aveva abbandonato, lui e la sua stupida gabbietta con quella ruota che emetteva un fastidioso cigolio ad ogni rotazione; mi restavano quei vestiti che indossavo e una sacca con alcuni ricambi e oggetti personali. Mia moglie mi lasciò quando decisi di arruolarmi nell’esercito, quando insieme ad altri migliaia di idioti partii per andare a combattere per un ideale di libertà e d’indipendenza che ormai neanche ricordavo più; da allora non ho saputo più niente di lei ed io non l’ho più cercata.

Liberty

  • Editore : 0111edizioni; 1° edizione (30 settembre 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Copertina flessibile : 172 pagine
  • ISBN-10 : 8893704137
  • ISBN-13 : 978-8893704137
  • Peso articolo : 258 g

Quarta di copertina

Alla deriva nello spazio, l’equipaggio dell’astronave Liberty si imbatte in un misterioso vascello, nelle sue stesse condizioni. Pensando di poter recuperare pezzi di ricambio per la propria nave, tentano l’impossibile per raggiungerlo e abbordarlo. Con un perfetto gioco di squadra, riesce nell’impresa. Perlustrando l’interno del vascello, l’equipaggio della Liberty si imbatte nei cadaveri dei due piloti e in quello di un uomo appartenente al governo centrale. Speranzosi di trovare qualcosa di valore, recuperano una valigetta impossibile da aprire e alcuni documenti criptati all’interno degli hard drive della nave. Recuperato il tutto e i pezzi necessari per rimettersi in viaggio, la Liberty riparte con l’intento di scoprire quali segreti nasconda il governo. Incontrando hacker, malavitosi e infine un ingegnere in fuga, si immergeranno in un oceano di complotti e misteri, reperendo sempre più informazioni sui piani reali del governo. Intenti a porre fine a quei piani, viaggeranno per l’intero Sistema Solare mettendo a rischio le proprie vite.

Booktrailer

Breve estratto

Ho vissuto la mia infanzia con la mia famiglia, su Europa, una delle lune che ruotavano attorno a Giove, il pianeta più grande del sistema solare. Essendo lontani dai pianeti terrestri, dove si trovava la sede del governo e il cuore della civiltà, la vita non era affatto semplice.

Decenni prima, gli scienziati terresti e le compagnie aerospaziali decisero di avviare il processo di Terraformazione sui satelliti principali dei giganti gassosi del sistema solare.

Una volta terraformati, portarono dei coloni con capi d’allevamento, qualche attrezzo agricolo e materiali per costruire le prime case, abbandonandoli poi al loro destino.

Su quei mondi i coloni erano costretti a vivere alla giornata, arrangiandosi come meglio potevano o, se erano fortunati, ad avere un lavoro sottopagato e privo di condizioni di sicurezza.

Alcuni, quelli più spavaldi, avviarono attività indirizzate a traffici illeciti, rapine e trasporto di fuggitivi, che permetteva loro di vivere, ma passavo gran parte della loro vita a nascondersi dagli uomini del governo e della flotta stellare, che pattugliavano quei mondi. Mio padre era uno di quelli che avevano un pessimo lavoro, un pessimo stipendio e una pessima salute, ma almeno viveva nella legalità, non doveva nascondersi da niente e da nessuno, e non aveva alcun problema con la legge. Lavorava nella miniera di metano, risorsa di cui quella luna è ricca, ed era costretto a turni assurdi e massacranti. A volte non lo vedevo per giorni, per settimane.

Quando tornava a casa, era distrutto dal lavoro e dalla vita che quella colonia gli aveva riservato. Ma in fondo, gli leggevo negli occhi che non aveva molte alternative e, nonostante tutto, accettava quella condizione.

Molti dei suoi colleghi quando uscivano dalla miniera, andavano in quei locali poco raccomandabili a ubriacarsi e a farsi coinvolgere in stupide risse, ma non lui. Lui era migliore di quelle persone, lui era mio padre.

Uscito dalla miniera, correva a casa e si lasciava alle spalle tutto quello schifo, di cui non si azzardava a parlare neanche con mia madre. Veniva da noi, la sua famiglia, e passava tutto il tempo che aveva a disposizione in casa, con la mamma e con me. Non era un uomo di tante parole, anzi, riduceva molto le sue conversazioni senza dilungarsi troppo e andando dritto al sodo.