Fuga dalle terre devastate

Quarta di copertina

Jack abbandona la città, che lui stesso ha fondato dopo aver ucciso Abigail, e torna ad affrontare le terre devastate, dopo averne sentito il suo potente richiamo. A bordo di un veicolo, riprende il suo viaggio verso nord, dove pensa che la civiltà sia tornata a fiorire come un tempo, proprio come fioriva prima che la guerra nucleare avesse ucciso il mondo. Con coraggio e determinazione, si fa strada tra signori della sabbia, tra la disperazione di quel mondo che non riesce a risollevarsi dalle proprie ceneri, tra mangiatori di esseri umani e tra farabutti di vario genere. Grazie all’aiuto di Marion, una donna che riesce a liberare dalla schiavitù del signore della sabbia che regna su WilsonTown, affronta tutte quelle difficoltà, deciso nel trovare quella parte migliore dell’umanità che non riesce a trovare attraverso quelle terre devastate.

Formato E-book
ASIN ‏ : ‎ B0B4G9WGFH
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 2340 KB
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 199 pagine
Formato cartaceo
ASIN ‏ : ‎ B0B4HDLG8G
Editore ‏ : ‎ Independently published (18 giugno 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 240 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8836956363
Peso articolo ‏ : ‎ 340 g
Dimensioni ‏ : ‎ 13.34 x 1.4 x 20.32 cm

Breve estratto

Avevo abbandonato Jack’s Town, la città che portava il mio nome, ormai da diversi giorni.

Come mi sarei aspettato, nessuno di quei poveri bastardi si era azzardato a venirmi dietro per chiedermi qualcosa o per farmi tornare sui miei passi.

Ma anche se lo avessero fatto, anche se avessero tentato di farmi tornare indietro, non li avrei ascoltati e avrei proseguito per la mia strada, lasciandomi alle spalle quel posto, per tornare ad affrontare le terre devastate.

Quella gente non aveva niente da rimproverarmi.

Avevo dato il mio contributo per costruire quell’oasi felice nelle terre devastate.

Avevo ucciso Abigail, il signore della sabbia che regnava su quelle terre.

Avevo dato la possibilità di avere un posto in cui vivere a quei nomadi, che vagavano nel nulla alla continua ricerca di qualcosa che non avrebbero trovato, e che mi avevano aiutato durante la presa di OilTown.

Avevo dato la libertà a quei bambini che furono costretti a lavorare nelle fabbriche di munizioni di quella psicopatica di Abigail.

Avevo fatto di tutto per creare quella piccola comunità, come avevo fatto di tutto per donare un futuro a quella gente.

Ma, purtroppo per loro, era arrivato il momento di andarmene.

Alcune settimane prima che lasciassi quel dannato posto, iniziai a sentire il richiamo delle terre devastate che tuonava all’interno della mia testa come un rullo di tamburi che suonava con tutta la violenza e la brutalità di cui era capace.

Nonostante avessi tentato con tutta la forza che avevo di porre resistenza a quella chiamata, cercando di accettare l’idea di trascorrere il resto dei miei giorni in quel dannato posto, non riuscii a placare quelle voci che mi obbligavano a riprendere quel viaggio che avevo interrotto dopo aver liberato quelle città.

Preparai di nascosto un veicolo, sul quale caricai scorte di acqua, e cibo, e qualche cassa con le munizioni per le mie armi, mentre gli altri abitanti di quel posto continuavano la loro vita ignari delle mie reali intenzioni. Così, nel cuore della notte, quando tutto era ormai pronto, me ne andai per riprendere il mio viaggio verso la costa nord, dove dicevano che la civiltà era sorta come prima della fine del mondo.

Estratto su Writer Officina: https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=2317