Il cielo di nessuno

Quarta di copertina

Divenuta un viaggiatore appartenente alla gilda degli esploratori, Mary Shannon si ritrova ad esplorare un settore della galassia ancora sconosciuto, per raccogliere informazioni dei mondi con cui entra in contatto. Uscita da un salto a curvatura, si imbatte in una fonte di energia che la porta nei pressi di un misterioso monolito. Trovatasi sul posto, viene catapultata in un ambiente vuoto e al buio, dove le viene mostrata la nascita dell’universo. Scomparsa la visione, trova nella mano un cristallo contenente una misteriosa mappa stellare, che decide poi di seguire abbandonando gli impegni presi con la gilda stessa. Mentre segue quella nuova rotta, riceve uno strano messaggio, simile ad una richiesta di soccorso, ma senza riuscire a tracciarne la provenienza. Decisa nel seguire quella rotta, sperando di trovare chi ha inviato quel messaggio, prosegue il suo viaggio fino a quando raggiunge un pianeta dove trova un’astronave abbandonata.

Breve estratto

Quando mi chiesero se fossi stata disposta a viaggiare attraverso il cosmo a bordo di una astronave tutta mia e mi parlarono di una agenzia segreta che collaborava con creature aliene, scoppiai a ridere ed etichettai quella persona come un pazzo.

Lasciai quell’uomo, insieme alla sua assurda offerta, al tavolo di quel ristorante dove lo incontrai, per andarmene con le lacrime agli occhi, causate dalle risa che feci, incredula di quanto mi avesse detto pochi istanti prima.

Giunta sull’arco della porta di quel ristorante, dopo aver salutato il cameriere che conoscevo ormai da diversi anni, mi fermai un istante rimanendo con lo sguardo rivolto di fronte a me.

In quell’istante smisi di sorridere e divenni seria mentre abbassavo lo sguardo per rivolgerlo verso il pavimento e asciugavo le lacrime che avevo intorno agli occhi.

Rimasi in quella posizione per alcuni interminabili istanti, ripensando a quanto mi aveva detto poco prima quell’uomo, quando decisi di voltarmi lentamente verso di lui, che era rimasto seduto tavolo dove lo avevo lasciato.

Notai che aveva ancora lo sguardo rivolto verso di me e mi stava fissando senza mostrare un minimo turbamento per la mia reazione.

Incrociato il mio sguardo con il suo, sentii come un brivido percorrermi la schiena.

Nonostante avessi riso di lui e di quanto mi aveva raccontato per tutto il tempo del nostro incontro, notai dal suo sguardo che non era affatto disturbato riguardo alla mia reazione.

Anzi, mi guardava come se fosse preparato ad una reazione come quella che ebbi nei suoi confronti.

Quell’uomo rimaneva seduto con le gambe accavallate e quel suo sguardo rivolto verso di me, dove notai un’espressione di fiducia e di speranza.

Nonostante fossi scoppiata a ridere quando mi parlò di quelle cose sul viaggio spaziale e di quella sua alleanza con una civiltà aliena dedita all’esplorazione spaziale, lui era ancora lì, con la stessa calma e compostezza che aveva tenuto per tutto il tempo del suo discorso.

In quell’istante mi sentii dispiaciuta per il modo con cui avevo reagito alle sue parole e sentii anche una sensazione di vergogna.

Così, sollevai una mano per salutarlo e, senza attendere una sua risposta, mi voltai verso l’uscita del ristorante e me ne andai.

Uscita da quel locale mi ritrovai in mezzo al marciapiede dove passeggiavano altre persone che, per evitarmi, mi passarono davanti agli occhi e dietro le spalle. Mi guardai intorno, mentre assaporavo l’aria fresca che si trovava là fuori, e mi sistemai la borsa che tenevo sulla spalla, per poi infilare le mani nelle tasche della giacca che mi riparava dal freddo.

Estratto su Writer Officina: https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=2451

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