Il nuovo mondo

Quarta di copertina

L’arrivo sulla Terra di tre civiltà aliene in guerra tra loro sul sistema solare Altair, scatena quella venne poi chiamata la guerra delle Arche.

Un lunga guerra distrugge tutto ciò che l’uomo ha costruito durante la sua storia. L’arrivo di una quarta civiltà aliena, proveniente dal sistema solare Tau Ceti, pone fine a quella guerra, permettendo la nascita del nuovo mondo sotto il suo controllo e la sua protezione.

Dopo aver perso tutto durante quella guerra, il maggiore John Smith si ritrova a bordo di un veicolo a viaggiare attraverso quel nuovo mondo che sta nascendo pian piano. Lasciata una delle poche città rimaste, si imbatte in una ragazzina, di nome Jennifer, mentre viene trascinata attraverso la prateria da persone con cattive intenzioni.

Formato ebook
ASIN: ‎ B09QT39C7S
Lingua: ‎ Italiano
Dimensioni file: ‎ 3457 KB
Da testo a voce: ‎ Abilitato
Screen Reader: ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici: ‎ Abilitato
Word Wise: ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa: ‎ 172 pagine

Formato cartaceo
ASIN: ‎ B09QNZWQFZ
Editore: ‎ Independently published (20 gennaio 2022)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina flessibile: ‎ 202 pagine
ISBN-13: ‎ 979-8405476193
Peso articolo: ‎ 295 g
Dimensioni: ‎ 13.34 x 1.17 x 20.32

Breve estratto

Finito di mangiare quella zuppa, che trovai decisamente migliore rispetto ad altri posti in cui mi ero trovato, lasciai il tavolo per andare a pagare quella ragazza che mi aveva condotto fino al tavolo e che aveva mostrato tutta la sua gentilezza nel servirmi.

Approfittai per fare due parole con lei che rispondeva sorridendo e voltando lo sguardo verso altri clienti per poi lasciarla al suo lavoro e salutarla.

Uscii dalla locanda e mi trovai nuovamente nella strada che le passava davanti.

Mi fermai alcuni istanti ad osservare quella città in continuo movimento e dai colori più variegati offerti dalla gente che si trovava da quelle parti, per poi voltare lo sguardo verso quella piazza dove avevo visto quelle navette al mio arrivo e quella gente ammanettata.

Con mio stupore notai che quelle navette si trovavano ancora a terra, nonostante fosse passato diverso tempo dal mio ingresso in quella locanda, come quelle persone ammanettate e quei soldati armati fino ai denti che le stavano scortando.

Quella situazione mi incuriosì, così decidi di andare a vedere da vicino ciò che stava accadendo da quelle parti.

Attesi alcuni istanti per permettere alle persone che mi stavano passando davanti di lasciarmi un’apertura per poi incamminarmi lungo quella strada dirigendomi proprio verso quel piazzale.

Arrivato nei pressi di quel piazzale, andai a posizionarmi dove non avrei infastidito nessuno, lontano dal flusso di gente che si muoveva intorno a me, per poi voltare lo sguardo verso quelle navette e la gente che si trovava in quella zona.

Come avevo visto da lontano, quelle navette si trovavano ancora a terra con i portelli aperti.

Quella gente ammanettata, che avevo incontrato al mio arrivo, si trovava inginocchiata sul terreno con quei soldati armati che camminavano dietro di loro per controllarli.

Non capivo il motivo per cui tenessero quella gente inginocchiata sul terreno, mentre le navette stavano solo aspettando che venissero caricati a bordo.

Rimasi con lo sguardo rivolto verso quel piazzale, quando un taucetiano con indosso una uniforme nera da ufficiale, fece la sua comparsa dopo esser uscito da uno degli edifici che si trovavano poco distanti da me.

Quell’ufficiale si avvicinò ad uno dei soldati per parlargli mentre indicava la gente inginocchiata sul terreno e le navette pronte al carico dei prigionieri.

Poco dopo, quei soldati fecero sollevare dal terreno quella gente per poi spingerla a bordo di quelle navette, mentre l’ufficiale osservava con le mani incrociate dietro la schiena l’operato dei suoi uomini.

Quella gente venne condotta di forza a bordo di quelle navette, sotto lo sguardo degli spettatori che si erano radunati là intorno ad osservare quanto stava accadendo proprio come me.

Quando quelle operazioni di carico vennero completate, alcuni di quei soldati salirono a bordo, mentre altri si allontanarono di diversi metri per non venire travolti dalle turbolenze che avrebbero provocato i motori delle navette.

I portelli vennero chiusi poco dopo e quelle navette si alzarono in cielo lentamente, per poi partire dirigendosi verso ovest.

«Dove li stanno portando?» chiesi ad un tizio che si trovava vicino a me indicando in cielo con la mano.

«E chi lo sa!» fece lui senza distogliere lo sguardo da quel piazzale «Puniti perché non vivono secondo le regole degli invasori… che assurdità!»

Dette quelle parole, se ne andò via senza aggiungere altro e senza permettermi di dire qualcosa.

Rimasi ad osservarlo sbalordito da ciò che mi aveva detto e, soprattutto, dal termine che aveva usato per riferirsi ai taucetiani, mentre si allontanava con passo barcollante. Era la prima volta che sentivo usare un termine simile, invasori.

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