Liberty Le origini

Quarta di copertina

Michael Fleming viene scaricato nuovamente dall’astronave su cui era imbarcato, a seguito di una discussione avuta col suo comandante. Nel frattempo, Sarah Dawson viene cacciata dalla scuola di volo dopo un’accesa discussione, finita con l’uso dei pugni, avuta con il suo istruttore. Ritrovatisi a vagare nella stessa città in cerca di un nuovo lavoro, i due si incontrano per caso nei pressi di un porto spaziale. Dopo essersi raccontati quanto accaduto nei precedenti periodi, Michael propone alla donna di mettersi in affari con lui e di acquistare una loro astronave, per poi fare quei lavori che il governo centrale considera illegali, in modo da poter sopravvivere alla dura vita a cui sono sottoposti i coloni che vivono sui pianeti periferici.

Formato ebook
ASIN: ‎ B09SLJ1KK1
Lingua: ‎ Italiano
Dimensioni file: ‎ 3861 KB
Da testo a voce: ‎ Abilitato
Screen Reader: ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici: ‎ Abilitato
Word Wise: ‎ Non abilitato
Lunghezza stampa: ‎ 163 pagine

Formato cartaceo
ASIN: ‎ B09SL19QT8
Editore: ‎ Independently published (16 febbraio 2022)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina flessibile: ‎ 188 pagine
ISBN-13: ‎ 979-8418033260
Peso articolo: ‎ 277 g
Dimensioni: ‎ 13.34 x 1.09 x 20.32

Breve estratto

Camminai attraverso quella strada polverosa, tra carri e gente che passava di lì, mantenendo lo sguardo fisso sulla mia destinazione, senza mai guardarmi intorno.

Giunta di fronte all’entrata, mi fermai ad osservare quella struttura in legno che sorgeva dinnanzi a me, muovendo lo sguardo tra la porta d’ingresso e le finestre che si trovavano intorno a lei.

«Fatti coraggio, Sarah» borbottai prima di muovere il primo passo verso quel saloon.

Stavo salendo le poche scale che conducevano all’ingresso, quando il rumore di vetri rotti e qualcosa che rotolava sul pavimento in legno del porticato, mi fecero voltare di scatto sulla mia destra.

Su quel pavimento in legno trovai un uomo, con indosso una giacca di uno strano colore che non riuscivo ad inquadrare bene, che stava cercando di rialzarsi in piedi, mentre ridacchiava e si massaggiava il mento con una mano.

«Non finisce qui! Sappiatelo» fece quell’uomo indicando con la mano verso l’interno del locale.

Continuai a fissare quello strano tizio, che era stato scaraventato oltre quella finestra frantumandone i vetri, quando notai in lui qualcosa di familiare

Mantenendo lo sguardo su quell’uomo, mi avvicinai lentamente a lui, mentre cercava di ricomporsi aggiustandosi quella strana giacca che indossava.

«Ti sembra normale? Ogni volta che ci incontriamo… ti trovo nei guai fino al collo» dissi a quell’uomo dopo averlo guardato bene in volto per riconoscere il mio vecchio amico d’infanzia Michael.

Quell’uomo sollevò per un istante lo sguardo per rivolgere verso di me, per poi tornare a volgerlo verso il suo corpo, mentre batteva la mano sui pantaloni per ripulirli dalla polvere che aveva raccolto dal pavimento su cui era rotolato.

Sistematosi di nuovo la giacca, sollevò nuovamente lo sguardo verso di me e sorrise alla mia vista.

«Sarah! Ma quanto tempo!» esultò dopo avermi fissato alcuni istanti «No… nessun guaio… diciamo che… ho avuto un’accesa discussione coi bifolchi che vivono da queste parti.»

«Ricordo le tue accese discussioni… in genere includono l’uso delle mani» gli dissi sorridendo, mentre lui tornava a ripulirsi il retro dei pantaloni.

Rimasi a fissare il mio amico, che non vedevo più da diverso tempo, chiedendomi cosa stesse facendo da quelle parti, sapendo poi che lavorava a bordo di astronavi da carico, quando vidi alle sue spalle volare una borsa proveniente dall’interno del locale.

Michael si voltò verso quella borsa e la fissò alcuni istanti, prima di avvicinarsi e raccoglierla dal pavimento per caricarla sulla spalla.

Sistemata quella borsa sulla spalla, tornò con lo sguardo verso di me.

«Allora, Sarah, sapevo che frequentavi una scuola di volo… ma da quella borsa che hai sulle spalle… direi che hai avuto qualche guaio anche tu» fece lui sorridendo, mentre indicava la borsa che tenevo sulla spalla destra.

«Ad essere onesti… mi trovavo in quella scuola fino a quando mi hanno cacciato… tipo… poche ore fa» gli risposi «Tu invece? Dovevi essere a bordo di qualche astronave… ma vedo che hai una borsa in spalla anche tu.»

«Mi hanno scaricato… come al solito…tipo qualche ora fa» rispose lui sorridendo e dandomi l’impressione che non fosse affatto preoccupato per quanto gli fosse successo. «Ma pensa un po’! Sai che lo avevo sospettato? Pensavo di mangiare qualcosa… magari potremmo pranzare insieme così parliamo… dei nostri guai» dissi indicando il saloon che si trovava di fianco a noi.

Estratto su Writer Officina: https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=2116